Che s’è fumato!? Non me ne curo!!
Quando ci fu la pandemia di Covid, in Cina molte persone furono curate, nei primi tempi, con l’idrossiclorochina, una sostanza che contiene artemisinina. Quest’ultima è un potente antiossidante ricavato dall’Artemisia annua, chiamata in Asia “pianta magica”.
Ogni pianta ha i propri “anticorpi” e meccanismi di difesa per combattere virus, parassiti e altri agenti nocivi. È quello che sta succedendo, ad esempio, agli ulivi colpiti dalla Xylella in Puglia: pian piano stanno rigettando ramificazioni più resistenti al batterio che li aveva fatti seccare.
Quello che sto per dirvi — e non si tratta certo di una panacea — è che una delle sostanze derivate dalla cannabis, il cannabidiolo (CBD), è un potente antiossidante con effetti psicoattivi. Studi condotti sugli animali negli Stati Uniti, poi applicati all’essere umano, hanno dimostrato che può indurre una sorta di “suicidio” nelle cellule tumorali.
Il THC (tetraidrocannabinolo), altra sostanza presente nella cannabis, secondo vari studi riesce a distinguere tra cellule sane e tumorali. In particolare, sembrerebbe più selettivo nei confronti di alcuni tipi di tumore cerebrale, rispetto alla chemioterapia tradizionale. Questo è quanto riportato dall’oncologa messicana Cristina Sánchez, di Guadalajara.
Certo, una canna non si nega a nessuno… Ma non si può mica sempre star lì a “pescare”, come dicono i miei lombrichi: ne va della loro salute e integrità! Tuttavia, in certi casi… permettiamolo!


