Due studenti dell’Istituto Comprensivo “IV Novembre” di Arezzo, Safin Rahman ed Emily Calin, si sono distinti al concorso regionale “La paura: hai paura della guerra?”, promosso dalla sezione toscana dell’ANVCG (Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra). I due alunni hanno conquistato rispettivamente il secondo e il terzo posto, mentre un’altra studentessa dell’istituto, Tasfia Sheik, ha partecipato alla fase finale.
Il concorso, che ha coinvolto oltre cento ragazze e ragazzi delle scuole medie di tutta la Toscana, invitava a riflettere sulle conseguenze dei conflitti armati e sull’importanza di costruire una cultura della pace. Gli studenti hanno potuto esprimersi con testi scritti, video, disegni o fotografie, dando voce al proprio sguardo sul tema della guerra e della paura.
La cerimonia di premiazione si è svolta alla Casa del Mutilato di Firenze, alla presenza di studenti, docenti e rappresentanti dell’associazione. L’evento è stato sostenuto anche da un contributo della Regione Toscana, che ha destinato 2.000 euro al progetto, confermando il proprio impegno nell’educazione alla pace e alla memoria civile.
«La memoria – ha sottolineato Aldo Ierardi, presidente ANVCG Toscana – non è solo un esercizio del passato, ma una guida per interpretare il presente e costruire il futuro. In un’epoca in cui il fragore della guerra è purtroppo tornato a essere realtà, i giovani ci ricordano che c’è ancora spazio per la riflessione, la solidarietà, la speranza».
Il concorso si è articolato in due fasi: una provinciale, con selezioni nelle singole scuole, e una regionale, nella quale i migliori elaborati sono stati valutati da una commissione di storici dell’Università di Siena, guidata dalla dottoressa Chiara Fantozzi. I vincitori hanno ricevuto attestati e buoni per l’acquisto di libri, mentre tutti i partecipanti sono stati riconosciuti per l’impegno e la sensibilità dimostrati.
Con questa iniziativa, l’ANVCG rinnova il proprio impegno nelle scuole, promuovendo progetti educativi dedicati alla memoria delle vittime civili della Seconda Guerra Mondiale e all’importanza del dialogo, della solidarietà e del rifiuto della violenza.
«I civili sono le prime vittime dei conflitti – ha concluso Ierardi – e proprio per questo è fondamentale lavorare con i giovani per costruire insieme una società più giusta e pacifica».


