Nota di Francesco Romizi, capogruppo consiliare di Arezzo 2020
Mille firme. Mille voci che gridano “no” a uno scempio annunciato. Come già accaduto a Villa Severi, i cittadini di Arezzo tornano a mobilitarsi contro un progetto insensato: due torri residenziali in via Tiziano, un’area già congestionata da traffico e cemento, con un rischio idraulico che nessuno può ignorare. Eppure, nonostante il lotto sia destinato a verde, c’è chi vorrebbe stravolgere tutto in nome del profitto.
Basta speculazione, servono scelte chiare.
Come rappresentante istituzionale, chiedo al Comune di bloccare immediatamente la variante urbanistica che aprirebbe le porte a questo scempio. Quell’area deve diventare un parco urbano, come previsto dal piano regolatore (per quanto approssimativo). La qualità della vita non si negozia.
Un’area abbandonata? Sì, ma il futuro è nelle nostre mani.
Oggi quel terreno è un simbolo di degrado, ma la soluzione non è costruire palazzoni. Serve un’ordinanza comunale per riqualificarlo subito, in attesa di un’acquisizione pubblica. Arezzo merita più alberi, non altro cemento.
E a chi dice: “Ma è proprietà privata!”, rispondo con l’articolo 41 della Costituzione: la libertà d’impresa non può sovrastare l’interesse collettivo. Qui si decide che città vogliamo lasciare alle prossime generazioni. La posta in gioco è troppo alta per restare in silenzio.


