Mengo disabilitato!”
Disabili tra la folla, fonica da sagra e querelle su Facebook: festival da… Buchino!
panino a 18 euro, c’era pure il menù “accessibilità”, ma servito freddo, male e con contorno di polemica.
c’erano eccome, ma senza precedenza all’ingresso, senza un’area vera riservata, e quelli che ci son finiti “nel buco” si sono trovati in una fogna visiva: “un buchino infame da cui non si vedeva un cazzo”, riferisce una spettatrice indignata. Evento gratuito, sì… ma posto riservato a pagamento, e sotto palco? Solo per chi lo sapeva o aveva il numero giusto.
Nel prato si sono visti carrozzinati sommersi dalla folla, tipo Titanic – e la sicurezza? Chi l’ha vista? Ah no, era nel backstage a farsi un Negroni.
la solita “febbriaccia da Facebook”: da una parte Juliet Grifondoro, che solleva il problema in modo pacato (ma non troppo), e dall’altra gli organizzatori Paco Mengozzi e Marco Rondoni, che invece di accogliere la critica… le danno della polemica.
“Noi sputiamo sangue!” – risponde Rondo, tra uno sclero e un’emoji
“Studia il progetto di inclusività!” – urla Paco, scavalcando il problema reale.
La verità? Disabili trattati a macchia di leopardo. Alcuni sotto palco (beati loro), altri nel fango del prato a beccarsi gomitate e zanzare in prima serata.
Uno dice:
“Se succedeva qualcosa, erano CAZZI grossi.”/Sicurezza = 0. Punto.
Poi ci si mette la fonica.
Un musicista ha dichiarato (sotto copertura):
“Serata con Benvegnù: la batteria sembrava suonata dentro ai fustini del Dash, Marina Rei che cantava e pareva una pentola a pressione, Lucio Corsi con l’effetto gabinetto chimico. A Umbria Jazz sembrava di sentì un disco della Deutsche Grammophon… qui pareva Radio Maria col temporale!”
Livello sonoro del Mengo Festival?
Da sagra della Pulezza.
Fonica zoppicante, panini da mutuo, disabili nel disagio… ma tranquilli:
“Bastava mandare un messaggino su WhatsApp”, dice l’organizzazione.
E tu magari mentre sei in carrozzina, tra la gente, senza aria, sotto 35 gradi, dovevi pure caricare la batteria del cellulare per chiedere “scusi, posso vedere il concerto?”
Ma andate a suonare nei bidoni, và.
Mauro contro Paco: “Ti fai 300 km e ti rovini la serata per un panino col crudo”
Un altra polemica rovente del dopo Mengo Festival, e stavolta non per la temperatura della birra calda o per la fila al bagno chimico. No, signori: è scoppiata la guerra del panino.
Mauro Balloni, spettatore accorso fin da Roma per godersi il festival, ma che, all’ingresso, si è visto sequestrare il panino – a suo dire per imposizione mafiosa – con tanto di scatoloni “pieni di cibo buttato”, a suo dire testimoni di un “sopruso ai limiti della legalità”.
Mauro, col piglio da consumatore indignato e da esperto autodidatta del codice civile via Google, ha scatenato una battaglia leggendaria nei commenti della pagina di Rolling Stone Italia, trovandosi a fronteggiare niente meno che Paco Mengozzi, organizzatore del festival e uomo con la pazienza di un frate buddista sotto acido.
“Puoi mangiare il panino prima di entrare, nessuno ti costringe a comprare nulla”, dice Paco.
“Ma che vuol dire? Devo fare il picnic in tangenziale?”, ribatte Mauro.
Il punto dolente è semplice: vietato entrare con cibo e bevande, perché “c’è da sostenere il festival” e “la linea artistica costa”. E chi osa contestare, viene tacciato di lesa maestà.
Mauro però non ci sta, e dopo una sequela di commenti degni di una causa al TAR, tira fuori pure un link de La Legge per Tutti per spiegare che – forse – la policy è pure illegale. Paco, dal canto suo, glissa: “Macché illegale, dai su, non scherziamo”, poi chiude la porta: “Non ho più tempo. Ti saluto.”
Fine dei giochi. O forse no.
Le reazioni del popolo social
Sui social, ovviamente, è esplosa la solita guerra civile:
- Da una parte i “portatori sani di schiscetta”, che difendono il diritto inviolabile al panino da casa “con la mortadella che sa di libertà”.
- Dall’altra i difensori del festival: “Ti fanno entra’ gratis per sei serate con musica da urlo e ti lamenti perché ti vietano il panino? Vai al ristorante allora, no?”
In mezzo, il buon senso – che, come sempre, non viene invitato.
La morale (se c’è)
Caro Mengo, caro Mauro: forse c’avete tutti un po’ ragione.
Ma un bel cartello chiaro all’ingresso, una zona “paninara libera”, o almeno uno “scatolone della compassione” per il cibo sequestrato, magari avrebbero evitato lo show.
E comunque, ci pare assurdo che in Italia ormai si litighi più per un panino che per le buche sulle strade, il caro affitti o la mancanza d’acqua.
E ora scusateci, ma abbiamo fame. E nessuno ci leverà il nostro panino.



Per me abitante l’unico neo è stato il DJ Set , altissimo fino a notte fonda e fastidioso per un raggio di minimo 200 metri . Roba da rapper californiani , ma di giorno . Un tam tam assurdo quando il microfono del DJ ci gracchiava pure sopra all’infinito , tipo sagra del liscio.
Le altre musiche non davano per nulla fastidio e non facevano vibrare neppure i vetri . Molto meno sporco del passato in giro . Ripensate DJ Set.
– L’ampolla di nardo della Maddalena
di Piero in cattedrale si è crepata.
– Nooo!
– No, l’ho sognato… però,
poveri monumenti.
L’organizzazione, la gestione del traffico e dei parcheggi è come quella natalizia: fa pena!
In ogni caso un festival musicale è sempre il benvenuto, anche per i giovani è un’offerta miglliore rispetto alle serate esclusivamnte alcoliche in piazza.
Il problema è che il Prato non è il posto adatto, non c’è più un filo d’erba, come a Natale d’altronde, ma la soprintendenza è inesistente.
La cosa assurda in effetti è il devastante prolungamento con il DJ set fino alle 2, alle dueeeeeee per sei giorni di filaaa e con quel volume, roba da galera, a meno che non rientri in quella che sembra una strategia di scacciare tutti i residenti.
Ritornando sull’argomento…
Stesso problema sollevato all’UCI Cinema dove non ti facevano entrare con il cibo perchè dovevi acquistarlo lì. Mi sembra, ma non ne sono sicuro al 100% che ci sia stata un chiarimento che in base alla Legge, il cibo possa essere portato anche dall’esterno, quindi se fosse vero per UCI non vedo perchè non debba esserlo per il Mengo.
Poi alla faccia della miseria, della fame ecc, mi sembra che costringere a buttare tutto quel cibo (che tra l’altro non sarebbe stato buttato) sia quantomenno indegno e da vergognarsi.
Signori del Mengo abbiate allora il coraggio di chiedere 1 euro a tutti per l’accesso indistintamente se normodotati superdotati o sottodotati e lasciate consumare il panino (non credo che per un euro la gente avrebbe rinunciato ad entrare o sarebbe stata messa in difficolta economica!!!)
Avremmo anche saputo quanti spettatori realmente sarebbero stati presenti senza dover stimare in negativo o positivo le dichiarazioni ufficiali di questa o quella parte. Incasso 1000 euro = 1000 accessi ecc
OPS, ma forse era proprio questo che non si doveva sapere…. O sbaglio?
Diceva Arbore in una vecchia pubblicità…. meditate gente, meditate
il sociale, deve chiudere in ogni luogo, non c’è piu attenzione verso chi necessità di cose particolari per vivere dignitosamente insieme agli altri. Dire che in questi anni il governo cittadino ha tagliato e chiuso porte importanti per i disabili , per gli invalidi è ormai una cosa risaputa e avviene in ogni luogo e iniziativa, in luoghi pubblici e privati. Anche la manutenzione e l’assegnazione delle case popolari, una vera disgrazia nel silenzio generale e invece che un opportunità , come nel passato si è trasformata in un salto nel buio o un fastidio. Parenti e amici stanno meglio di altri.
Ritornando allargomento iniziale….
Mi sembra, ma non ne sono sicuro al 100% che la stessa cosa sia accaduta all’UCI Cinema di Arezzo. Ti vietavano inizialmente di accedere alle sale con il cibo portato dall’esterno, perchè dovevi acquistrarlo presso il cinema. Credo che a seguito di una denuncia il cinema sia stato obbligato a far accedere alle sale anche con cibo portato dall’esterno in quanto già prevista una vendita. Vedi di seguito qui… https://www.cookist.it/al-cinema-si-puo-portare-cibo-da-casa-o-comprato-altrove-cosa-prevede-la-legge/ Se pertanto vale per UCI mi spiace ma deve valere anche per il Mengo dove era prevista la vendita di cibo.
Cari organizzatori del Mengo, se aveste chiesto un euro per ogni singolo accesso sia per normodotati che superdotati che sottodotati (eviatndo di approfondire) e consentendo l’accesso a panini, avreste ottenuto un consumo forse maggiore di bevande e soprattutto un conteggio certo delle presenze, 1000 euro 1000 accessi ecc.
Ma stai a vedere che forse è proprio per questo che il festival era gratris così gnuno potrà dire che è stato un gran successo, o un gran flop senza possibilità di essere smentito.
Diceva il grande Arbore in una pubblicità…. meditate gente, meditate