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Secchiello selvaggio: ad Arezzo il porta a porta fa più danni della grandine. Gli aretini organizzano la rivolta dei bidoni

Arezzo sommersa dai secchielli: tra cinghiali, mastelli e multe, il porta a porta scatena la rivolta del bidone

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Secchiello selvaggio: ad Arezzo il porta a porta fa più danni della grandine. Gli aretini organizzano la rivolta dei bidoni

Arezzo sommersa dai secchielli: tra cinghiali, mastelli e multe, il porta a porta scatena la rivolta del bidone

“Chi ha inventato ‘sto porta a porta deve aver fatto un master in scemenze applicate”. Non serve neanche un referendum: basta  leggere i commenti su “Sei di Arezzo se…” per capire che il nuovo sistema di raccolta differenziata ha ufficialmente vinto il premio “Idea più odiata del 2025”. Un trionfo trasversale: dai pensionati incazzati alle mamme con l’indifferenziata sul terrazzo, passando per i soliti filosofi da bar che propongono di… buttare tutto in Comune e vedere chi lo raccoglie.

Il porta a porta, in teoria, doveva fare ordine e civiltà. In pratica ha creato un esercito di gente armata di mastelli, costretta a giocare a “Tetris della spazzatura” nel salotto di casa, con tanto di odori vintage a far compagnia. Il concetto è semplice: il secchiello va esposto solo il giorno giusto, all’ora giusta, nel punto giusto. Peccato che nessuno sappia né quale sia il giorno, né quale sia l’ora, né tantomeno quale sia il punto.

Risultato?
Le rotonde diventano centri di raccolta clandestini, i marciapiedi dei “parcheggi rifiuti” e la notte, tra gatti, volpi e cinghiali, sembra di essere a Jurassic Park in versione “ecologica”.

E mentre il Comune se la ride dicendo che “il sistema funziona”, Omero – profeta laico della petizione anti-secchiello – lancia la crociata per la resurrezione dei cassonetti centralizzati. Una roba che manco Garibaldi col fucile in mano. “Firmate, firmate gente!” è il grido di battaglia, con la mappa dei punti di raccolta firme che pare il piano di invasione della Normandia.

Gli aretini intanto si sfogano su Facebook con toni tra il tragicomico e il disperato:
– “Vorrei vedere in faccia l’inventore dei secchielli e spiegargli due cosette… poi cambia mestiere”
– “Non è raccolta differenziata, è roulette differenziata”
– “Il Comune ha risolto il problema dei rifiuti… spostandolo sotto casa nostra”.

La situazione è così delirante che qualcuno propone soluzioni creative:
– Portare la spazzatura direttamente in Consiglio Comunale (ma differenziata, si capisce)
– Non pagare la TARI in blocco, ma tanto “ti salta addosso Equitalia con il sorriso”
– Costruire dei bidoni bunker anti-cinghiale da esporre nei giorni dispari con l’ascendente in Vergine.

Morale della favola?
Arezzo accoglie, ma il porta a porta no. O meglio: accoglie solo gli animali selvatici.
E se non cambiano rotta, tra poco nei mastelli ci infiliamo direttamente il cervello di chi ha pensato ‘sta roba.

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Gino Perticai
Gino Perticai
Dal 1973 nel mondo della comunicazione, una breve esperienza Milanese con A.P.C. agenzia di Marketing, con l’avvento delle prime radio in Fm inizia una serie di esperienze nelle radio locali: Radio Torre Petrarca, Radio OK, Golden Radio, Radio Life,  fino al 1998 momento in cui l’innata curiosità e la voglia di sperimentare novità lo portano a maturare il primo interesse sul world wide web. E' da lì che nel 2000 nasce l’idea delle prime testate regionali on line. Fonda Arezzo Notizie e la dirige fino al Giugno 2016. l'Ortica è la sua nuova scommessa.
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