A colpi di scopa, le religiose difendono la Pieve dalle “bombardiere alate” — e vincono 1-0.
Scena da “Mission Impossible”, ma con più fede e meno Tom Cruise, quella andata in onda all’abside della Pieve di Arezzo. Due suore armate di scopa e rosario hanno ingaggiato una battaglia senza esclusione di piume contro una banda di piccioni (o colombe in borghese) che avevano trasformato il loggiato in una piccionaia a cielo aperto.
Mentre una suora, in versione “Ninja di Cristo”, brandiva la scopa con precisione chirurgica, un’altra forniva copertura spirituale armata di sguardo di disapprovazione mariana. La scena, immortalata dai fedeli (e dai soliti atei curiosi) con telefonini e bestemmie represse, ha riportato alla mente il celebre “Santo Subito!”… ma stavolta riferito ai volatili.
Turisti e passanti, hanno applaudito il coraggio delle “Suore Antidroga (di guano)”.
“Li abbiamo già perdonati sette volte sette”, avrebbe dichiarato una delle suore, “ma alla settima cacca divina sulla testa ci è scappato il richiamo all’ordine”. Testimoni oculari riferiscono di un pellegrino straniero che, confuso dalla scena, abbia chiesto dove fosse il negozio di souvenir delle scope benedette.
Intanto dal Vaticano filtrano voci di un possibile “Protocollo San Francesco”, che prevede un tavolo di pace tra Ordine Francescano e Ordine dei Piccioni, da sempre rivali in tema di occupazione abusiva dei luoghi sacri.
In compenso, la Pieve adesso brilla di purezza. E i piccioni pure, dopo averle prese.
La diocesi sta valutando l’istituzione di un Corpo Speciale: le Piccionfree Sisters of Arezzo.
Il parroco, interpellato, avrebbe commentato: “Dove non arriva la provvidenza, arriva la scopa”.
(Il Vaticano valuta l’esorcismo per intercessione di San Mocio Vileda)





