“Benvenuti su L’Ortica, il quotidiano online più pulito di Arezzo. Pulito, perché tutta la monnezza la trovate direttamente in strada.”
Oggi siamo lieti (si fa per dire) di presentarvi il quarto articolo di fila sulla gloriosa saga dei rifiuti abbandonati, alias “la vera raccolta porta-a-porta: dalla porta alla strada”.
Pare che in città si sia aperta una succursale non autorizzata dell’Ecomostro Park, dove ogni angolo si trasforma in un’area espositiva di elettrodomestici esausti, sanitari nostalgici e materassi da bivacco.
Siamo passati dalla raccolta differenziata alla rassegnazione indifferenziata, con cittadini esasperati che si trasformano in “artisti dell’abbandono”, non per cattiveria, ma per legittima difesa.
Nel frattempo, dal lato opposto, il servizio di ritiro ingombranti di Sei Toscana ci regala perle che nemmeno in un film di Totò e Peppino. Una comica a episodi, se non fosse che la TARI costa più di un abbonamento Netflix, ma con molta meno soddisfazione.
Ecco quindi l’ennesima segnalazione, direttamente dalla pagina Facebook “Club dei Preoccupati di Arezzo”, dove ormai si organizza il “Campionato Provinciale di Bidoni Olimpici”.
(L’epopea dell’asciugatrice abbandonata: cronache di ordinaria disorganizzazione)
Arezzo, Agosto 2025 — Ogni volta che ti arriva la bolletta della TARI, ti prende quel brivido. Non perché sia agosto e fa 40 gradi, ma per quei 300 euro che ti chiedi: “Ma li sto pagando per contribuire ai viaggi spaziali o davvero per il servizio rifiuti?”
Eppure, caro contribuente (alias “bancomat del comune”), quando ti azzardi a prenotare il ritiro degli ingombranti, ti senti come quello che compra il biglietto della lotteria: le probabilità che vengano davvero a ritirarlo sono le stesse di vincere un gratta e vinci da 5 euro.
Una perla ce la regala un cittadino, protagonista di un’odissea urbana degna di Kafka. Dopo una fila interminabile di 45 minuti al Centro di Raccolta di Tramarino Sei Toscana, si presenta con il suo bel lavandino in ceramica da smaltire. Peccato che, una volta varcata la soglia del Nirvana della Raccolta Differenziata, l’addetto gli dice serafico:
“Torni domani, per i rifiuti ingombranti non abbiamo più spazio.”
Ora, immagina la scena:
Hai perso la pausa pranzo, hai il lavandino in spalla come un moderno San Cristoforo, e l’unica risposta che ricevi è un invito a tornare il giorno dopo, magari portandoti dietro anche un materasso e un comodino per far pari.
Risultato?
Il lavandino, dopo pochi minuti, è finito nel primo bidone a portata di mano.
E lì, il cittadino onesto ha fatto la sua prima esperienza di “smaltimento coatto”.
E non finisce qui, perché la fantasia dell’assurdo è infinita.
L’ultima perla ce la segnala Marco, direttamente dalla pagina Facebook “Club dei Preoccupati di Arezzo”, dove ormai la gente si sfoga più che dal confessore. Il nostro eroe decide di disfarsi della sua asciugatrice, prenota il ritiro con 6 Toscana, che conferma: “Passeremo a ritirarla!”.
E infatti passano.
Passano davanti.
Non la vedono.
C’è una macchina che copre la visuale (strano eh, parcheggiata sul marciapiede, in Italia, incredibile).
Scattano la foto e se ne vanno.
La dimostrazione che “occhio non vede, camioncino non carica”.
Marco, armato di pazienza (e forse anche di qualche santo a cui chiedere scusa dopo le telefonate), chiama 6 Toscana, sposta l’oggetto, fa la foto.
Gli assicurano: “Tranquilli, entro le 19 passeremo.”
Ore 21:10.
L’asciugatrice è sempre lì, come se fosse stata adottata dal marciapiede.
Probabile che ci rimanga anche per il weekend, magari domenica mattina le faranno compagnia anche un divano e un televisore catodico.
E poi ci spiegano che “la colpa degli abbandoni è dei cittadini incivili”.
Giusto.
Perché se il cittadino incivile, dopo settimane di prenotazioni e telefonate, vede che nemmeno dopo l’ennesimo tentativo qualcuno si degna di passare, si arrende e trasforma il marciapiede nel suo personale Mercatone dell’Abbandono.
La domanda che si fanno (e ci fanno) in tanti è semplice:
Ma noi la TARI la stiamo pagando per un servizio di ritiro o per finanziare il concorso di “Scuse creative 2025”?
Morale della favola:
Arezzo si sta trasformando in una mostra permanente di elettrodomestici all’aperto. Forse il comune ci vede un potenziale turistico: il primo museo a cielo aperto di rifiuti ingombranti.
Ingresso libero, uscita a carico tuo.


