Ricordo alcuni farmaci sviluppati da scienziati israeliani:
- Copaxone, per la sclerosi multipla
- Exetan, per il trattamento dell’Alzheimer
- Azilect, per il Parkinson
- Etelyso, per la cura della malattia di Gaucher, che provoca gravi complicanze a fegato, milza e sistema nervoso
- Etunir, per diverse cardiopatie
- Austedo, per disturbi neurologici.
A questi si aggiungono le più recenti terapie chemioterapiche enzimatiche, oggi in fase avanzata di sperimentazione.Di fronte a tali risultati, il rifiuto pregiudiziale di riconoscere l’apporto scientifico israeliano solleva un interrogativo: si tratta di un atteggiamento di antisemitismo irrecuperabile o, semplicemente, di incapacità intellettuale?
Le posizioni giustificative espresse da organizzazioni come CGIL e ANPI, in questo contesto, non possono che essere giudicate con la stessa severità.


