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Favole dell’abbandono: I panni sporchi

La lavatrice che non volle più lavare i segreti di famiglia

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Favole dell’abbandono: I panni sporchi

La lavatrice che non volle più lavare i segreti di famiglia

Di panni sporchi non ne poteva più. Si, lo sapeva: i panni sporchi si lavano in famiglia. Ed era d’accordo, in linea di principio. Lo era stata per tutti quegli anni. Complice e servizievole. Una lavatrice di panni sporchi al giorno e via: tutto pulito, tutto smacchiato, tutto profumato.

Finché c’erano solo gli sposini la lavatrice era stata ben contenta di dare un misurino. I panni erano sporchi, sì, ma pur felici. Stropicciati. Sbaciucchiati. Scucinati. Perfino le macchie di pomodoro aveva cancellato. Gli sposini erano la sua famiglia e lei era la loro lavatrice. Sogni, speranze e un cestello che gira, come nel tango.

Con i bambini il carico di lavoro era aumentato. Erano arrivati il fango, l’erba, le tempere e i pennarelli. Però che fantasia! Che meraviglia. Quant’erano piccini quei golfini. E lei lavava, giorno e notte. Soprattutto la notte, per risparmiare. L’unica era lei a non risparmiarsi. Perché i bambini devono vestire abiti puliti sennò crescono storti!

Poi che era successo?

I bambini erano cresciuti, storti o dritti chi può saperlo?, gli sposini degli sposini non se ne ricordavano più e i panni sporchi, nella sua famiglia, erano aumentati. Non tutti di cotone. Non solo di lana. E cresci oggi cresci domani s’erano fatti troppi. Troppi per una lavatrice nata che era appena spuntato il nuovo millennio.

Troppi e lei li conosceva tutti. Perché i panni sporchi sporcano anche solo a tenerli. E sono difficili da mandare via.

Fu così che un giorno, di buon mattino, se ne andò di casa. Era così stanca che riuscì a fare solo pochi passi prima di fermarsi accanto a un muro. Si fermò di spalle alla strada perché non voleva essere guardata nel cestello. Perché i panni sporchi, anche a lavarli, ti macchiano lì dove non puoi pulire. Proprio non puoi.

I panni sporchi. Lo sapeva la lavatrice che i panni sporchi si lavano in famiglia. Per questo uscì con il cestello vuoto e fu portata via in una mattina di fine estate. Lì dove i panni sporchi sono i padroni del mondo e a lavarli non ci pensa nessuno.

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Gianni Micheli
Gianni Michelihttp://www.giannimicheli.it
Gianni Micheli Giornalista, scrittore, regista, attore, musicista e collezionista di storie. Sulla carta, sul web, in teatro e a scuola, ha una particolare predilezione per la scrittura creativa, la drammaturgia dedicata all’infanzia, la multiculturalità e per il teatro civile. Dal 2012 è uno degli autori della Staffetta di Scrittura Creativa organizzata da BiMed (Biennale della Scienze e delle Arti del Mediterraneo). Nel 2020 è uscito Testone il piccione, Vertigo Edizioni. Nel 2021 con Lezioni d’amore e di chitarra, Edizioni Helicon. Ha collaborato, tra gli altri, con Stefano Massini, Ottavia Piccolo, Amanda Sandrelli, Dario Brunori, Margherita Vicario, Moni Ovadia, Marisa Fabbri. È apparso sulla Rai e La7. Parte dello staff di Officine della Cultura è responsabile dell’ufficio stampa di alcuni importanti festival nazionali. È tra i fondatori dell’Orchestra Multietnica di Arezzo. www.giannimicheli.it - www.giannimicheli.eu
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