Lines, la grande rivoluzione musicale del XXI secolo, quella che ha concepito la disciplina della musica odierna, nacque da un fraintendimento.
Rajah Limitera era un violinista. Diplomato in Conservatorio si era fatto strada suonando dovunque e con chiunque. Amava il classico ma non disdegnava il pop purché ci fosse da mettere mano al suo violino, che custodiva come un figlio. Viaggiava molto, guadagnava poco ma, a suo modo, era felice.
Quando i figli arrivarono cercò impieghi stabili, mensilità certe, contratti determinati ma l’arte è dinamica, perfino liquida, e questo a sei anni, quando gli avevano chiesto “Ti va di suonare il violino?”, non glielo avevano detto. Non erano stati affatto chiari sulle conseguenze di una eventuale risposta positiva a quella domanda apparentemente semplice.
Come non fu chiaro il XXI secolo, per chi ricordi. Vi furono anni il cui solo impiego remunerativo pareva essere nel campo degli armamenti. Ma Rajah amava altro e non cedette.
Quando iniziò il proprio sciopero artistico era associato a varie prestigiose filarmoniche in altrettanti borghi di provincia. Lo pagavano sempre in ritardo, spesso per niente, a volte in contanti, sporadicamente in pranzi e cene. La sera che, dal nulla, creò Lines aveva un solo pensiero in testa: dare per quanto riceveva. Gli sembrava una proposta equa. Doverosa, perfino. Peccato per il pubblico ma aveva fiducia negli estimatori della musica: avrebbero capito.
Quella sera Rajah Limitera suonò solo le note sulle linee del pentagramma lasciando mute tutte le rimanenti sugli spazi. Per chi conosce il pentagramma sarà facile comprendere. Accadde, ovviamente, un pandemonio.
Non starò a farla lunga ma Lines nacque così. Ad ascoltare Rajah, quella sera, c’era Legando Mimio, noto compositore. Apprezzò quel caos di pieni e vuoti, salti e balzi, pause e rincorse – gli sembrò in tutto affine al suo tempo – e chiese lumi al violinista. Rajah espose le ragioni dello sciopero. Legando immaginò l’architettura di una nuova teoria musicale.
Al giorno d’oggi quasi il 100% dei concerti del mondo si esegue in Lines. La musica è cambiata, il pentagramma è cambiato e Legando Mimio, grazie a Lines, è entrato nell’enciclopedia online.
Rajah Limitera, invece, lavora a tempo pieno in un ristorante. Per un po’ è stato il primo violino di Legando Mimio ma dopo la causa in tribunale – sempre il solito problema – ha cercato qualcosa di più stabile. Legando lo pagava in pranzi e cene ed ora durante la settimana fa il cameriere. Il sabato e la domenica, invece, si esibisce con il violino suonando rigorosamente, tra un primo gourmet e un dessert scomposto, tutte le note del pentagramma.
Le nuove generazioni cresciute nel Lines musicale quasi non capiscono cosa stia suonando. Si meravigliano. Restano a bocca aperta. Pensano e si accarezzano il mento. Cosa diranno ora che sanno che tutto è nato da uno sciopero e un fraintendimento?


