Alo’, non si trattava di un temporale che minacciava le nostre terre, ma di un errore di tracciamento dei confini nel 1441 tra la Repubblica Fiorentina e lo Stato Pontificio. Da quell’equivoco nacque la Repubblica di Cospaia, una zona franca che sopravvisse fino al 1826, senza essere cancellata neppure dall’occupazione napoleonica.
L’errore derivava dal fatto che due torrenti, entrambi indicati come “rio” nelle mappe, lasciarono una striscia di terra senza appartenenza. In quel territorio, già dal XVI secolo, si coltivava il tabacco importato dalle Americhe, all’epoca considerato medicinale. Essendo una repubblica indipendente, la coltivazione e la vendita delle foglie, verdi o essiccate, avvenivano senza alcuna imposizione fiscale.
Nei secoli successivi, nei monasteri della zona, le monache arrotolavano le foglie secche sulle proprie cosce: un dettaglio che rese quei sigari particolarmente apprezzati dai fumatori.
“I nuvolon”, così gli aretini chiamavano i francesi — come i nuvoloni che preannunciano tempeste e distruzioni — si comportarono infatti in maniera devastante alla fine del Settecento. Nel 1799, le truppe napoleoniche trasformarono la basilica di San Francesco in una stalla per i cavalli e usarono gli affreschi di Piero della Francesca come bersaglio per esercitarsi al tiro, forse spinti dal vino e dall’ebbrezza della nicotina di quei sigari tanto particolari…
Conclusione: Alo’, questi francesi son sempre stati blasfemi e mangiapreti!


