Avrei confermato Trombini tra i pali e lasciato Cianci al centro dell’attacco.
Non perché Luca meriti una bocciatura, anzi: sono certo che, conoscendo il suo carattere, quando verrà chiamato risponderà presente e darà tutto per la maglia.
Su Cianci va fatto un discorso più ampio. Negli ultimi anni, solo Gucci con la sua esperienza aveva messo insieme un buon numero di reti, mentre altri attaccanti – Baubacar, Diallo e compagnia – sono passati come meteore, senza lasciare traccia. Ora Cianci può finalmente essere servito meglio, e Ravasio, se ci mette cuore e cattiveria, potrà crescere tanto.
Da quando eravamo in Serie D giochiamo con esterni offensivi a piede invertito: giocatori di qualità, che avrebbero spazio anche in categorie superiori, ma i cross per il centravanti spesso non arrivano nel modo giusto. Pattarello col destro e Tavernelli col sinistro hanno buona tecnica, ma non sempre precisione. Ecco perché spesso sono gli esterni bassi a dover fornire i palloni giusti. Renzi, ad esempio, ha segnato un gran gol con Pattarello, ma in altre occasioni ha sbagliato l’ultimo passaggio; Righetti, dopo essere stato decisivo a Castel del Piano, contro il Carpi è mancato di lucidità.
A centrocampo, in certe partite, non si può fare a meno di un incontrista come Mawuli: lento e con piedi “da ferro da stiro”, ma nei contrasti è un muro e dà fisicità in mezzo al campo. Contro il Carpi, che saltava la mediana con lanci lunghi sugli attaccanti, la sua presenza è stata determinante: dal suo anticipo nasce infatti l’azione del gol del pareggio. Accanto a lui servono centrocampisti più offensivi, come Iaccarino o Chierico, che sanno costruire gioco centralmente e inserirsi: sono convinto che presto anche Iaccarino troverà il gol.
Su Varela sappiamo tutti quanto possa essere devastante. Con la Torres riuscimmo a limitarlo solo chiudendoci dietro, ma se trova spazio diventa imprendibile: in campo aperto può fare male a chiunque, che sia il Carpi o addirittura il Napoli.
In difesa, il limite principale resta la rapidità: contro il Carpi ci hanno preso cinque metri in dieci, un campanello d’allarme da non sottovalutare.
In conclusione, resto fiducioso: lo staff è di prim’ordine e sono sicuro che saprà trovare le soluzioni migliori per farci crescere ancora.


