Ad Arezzo, la città dove l’asfalto non basta mai — ma l’arroganza sì — c’è chi ha visto la propria strada rifatta… a metà.
Via Generale Da Bormida, per capirsi, è diventata il simbolo della nuova frontiera del “fai e disfa”: un pezzo sì, un pezzo no, parcheggi saltati, e un tratto finale ignorato come una suocera a Natale.
Il consigliere comunale Michele Menchetti ha chiesto lumi con un’interrogazione ufficiale: perché ‘sta toppa d’asfalto non copre tutta la via? E soprattutto, perché chi ci abita da cinquant’anni si sente trattata come una cittadina di serie B?
Già, perché quando la signora ha chiesto spiegazioni, le è stato risposto — con la solita eleganza da scrivania impolverata — che “tanto lì non ci passa nessuno”.
E invece ci passa eccome!
Ci vive, ci entra, ci esce, e ora ci inciampa pure, visto lo stato della carreggiata!
Intanto, mentre i residenti parcheggiano sulle buche come se fossero crateri lunari, il Comune sembra più interessato a distribuire asfalto come se fosse parmigiano sulla pasta: un po’ qui, un po’ là, ma mai dove serve davvero.
Menchetti, giustamente, chiede conto all’assessore: chi è che ha deciso di lasciare a piedi (anzi, a buca) un pezzo di strada e un pezzo di cittadina? E con quale criterio geniale si programmano questi lavori “a metà”?
In attesa di risposta, i cittadini di via Da Bormida possono consolarsi: almeno sanno in che serie giocano. E non è certo la A.






