Sei anni di reclusione per il dipendente infedele della Italiana Horo di Badia al Pino, riconosciuto come la “talpa” che partecipò alla rapina ai danni del titolare dell’azienda orafa. È la sentenza pronunciata ieri dal giudice Claudio Lara del tribunale di Arezzo.
La decisione prevede anche sei anni e otto mesi di carcere per gli esecutori materiali del colpo, mentre è stata disposta l’assoluzione per l’imputato accusato di favoreggiamento. L’uomo accusato di ricettazione dell’oro rubato è stato invece condannato a tre anni di reclusione.
Il fatto risale al 28 giugno 2024, quando l’imprenditore Ugo Gronchi venne aggredito nel piazzale della ditta, mentre stava caricando in auto una verga d’oro del valore di circa 600 mila euro. In quell’occasione, uno scooter con targa alterata arrivò sul posto: un complice scese, spruzzò spray urticante contro l’imprenditore e fuggì con il metallo prezioso.
Le indagini dei carabinieri, coordinate dalla procura di Arezzo, partirono proprio dal dipendente dell’azienda, la cui condotta aveva insospettito gli investigatori. Attraverso intercettazioni, pedinamenti e l’analisi dei filmati di videosorveglianza, gli inquirenti ricostruirono la dinamica della rapina e individuarono un sodalizio criminale ben organizzato, coinvolto anche in altre attività illecite.
Il dipendente è stato assolto da un precedente episodio di furto di oro in azienda e non è stato riconosciuto il reato di associazione a delinquere, ma resta confermata la responsabilità nella rapina all’interno della ditta di Badia al Pino.


