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Arezzo, presentato il primo bilancio del Garante dei diritti delle persone private della libertà

Illustrati dati e prospettive sull’attività svolta presso la Casa Circondariale: collaborazione efficace tra istituzioni, operatori e volontariato. In corso progetti per il reinserimento

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Arezzo, presentato il primo bilancio del Garante dei diritti delle persone private della libertà

Illustrati dati e prospettive sull’attività svolta presso la Casa Circondariale: collaborazione efficace tra istituzioni, operatori e volontariato. In corso progetti per il reinserimento

Arezzo – Si è svolta oggi, all’interno della Casa Circondariale di Arezzo, la conferenza stampa di presentazione del primo bilancio annuale del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Arezzo, Sandra Rogialli. Il quadro emerso evidenzia un contesto segnato da relazioni istituzionali positive e da un’efficace collaborazione tra amministrazione penitenziaria, personale sanitario, Polizia Penitenziaria e volontariato.

Al 10 settembre 2025, nel complesso penitenziario risultano presenti 41 persone recluse, di cui 9 semiliberi. Prevalenti i detenuti di cittadinanza italiana, con una significativa componente straniera. L’età media si colloca tra i 30 e i 50 anni. Sotto il profilo sanitario, dieci persone risultano in terapia psichiatrica e altre dieci sono seguite dal SerD, mentre si registra un uso controllato di benzodiazepine.

L’organico di 35 agenti, di cui 34 effettivi, consente la gestione dei turni, pur rimanendo inferiore alla dotazione ritenuta necessaria. Costante la presenza di personale sanitario, figure educative e religiose, oltre al contributo delle associazioni di volontariato.

«Arezzo dimostra ancora una volta la capacità di fare rete anche nei contesti più complessi, come quello penitenziario — ha dichiarato il sindaco Alessandro Ghinelli —. Il lavoro del Garante e della direzione del carcere, sostenuto da istituzioni e volontariato, conferma come la dignità della persona possa e debba restare centrale anche nei luoghi di restrizione».

Sulla stessa linea il vicesindaco Lucia Tanti, che ha sottolineato «l’importanza del ruolo del Garante nell’ascolto e nella mediazione». Tanti ha ricordato come, nonostante le criticità legate a personale e strutture, il clima relazionale all’interno del carcere risulti positivo e collaborativo, evidenziando la necessità di sostenere percorsi che favoriscano il reinserimento dei detenuti e il collegamento con la comunità cittadina.

«Il primo anno di attività ha confermato un contesto complesso ma ricco di potenzialità — ha affermato il Garante, Sandra Rogialli —. Sono state raccolte dieci richieste da parte delle persone recluse, spesso relative alla vita quotidiana, oltre a numerose proposte di formazione e lavoro». Rogialli ha inoltre evidenziato l’avvio di un progetto con Diocesi e Caritas volto a promuovere misure alternative alla detenzione. Tra le priorità per il 2026 figurano l’apertura del carcere alla città, il potenziamento della formazione professionale e il miglioramento delle condizioni strutturali.

L’obiettivo, hanno concluso i promotori, è consolidare l’integrazione tra istituzioni, volontariato e comunità locale, rendendo la struttura un luogo orientato alla dignità, alla sicurezza e alla rieducazione delle persone detenute.

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