C’erano una volta due fratelli, di cui non faccio il nome, belli grossi e pure forzuti… Erano ragazzotti quando un giorno si trovavano al “gioco del pallone” a caccia di lucertole. Era una bella estate, e loro con ancora i pantaloni corti; il più grande, con una sola bretella di traverso sopra la camiciola di lana caprina, teneva per le gambe il fratello, che a testa in giù cercava di prendere al laccio, con lo stelo d’erba, una lucertola dall’anfratto del muro…
“Tièmmi stretto bene!!” diceva il fratello acrobata, e l’altro: “Sta’ sicuro, che sono forte!!”. E mentre diceva queste parole iniziò a fare i muscoli, guardandosi i rigonfiamenti delle braccia, stringendo i pugni e lasciando la presa. All’altro gli si aprì la calotta cranica come fanno i fagioli pigiati in un teschio immerso in una pentola piana d’acqua che bolle al fuoco, per sgranare tutte le ossa…
Da più grande, il nostro “Nembo” dichiarò che durante le prove del Saracino avrebbe fermato il braccio del buratto al primo giro, e così fu, che la lizza si inondasse del sangue dalla fronte del povero sciagurato, rendendolo timbrato come il fratello…!!!


