Un piano integrato per migliorare l’efficienza del servizio di emergenza-urgenza e la qualità dell’assistenza ai cittadini. La ASL Toscana sud est avvierà da gennaio una riorganizzazione dei Pronto soccorso aziendali, partendo dall’ospedale San Donato di Arezzo, con interventi su accoglienza, gestione interna e appropriatezza degli accessi. Al centro del progetto la carenza di personale e l’elevato afflusso di pazienti, aggravato dall’influenza stagionale. Dal 2024, grazie ai fondi del PNRR, un ruolo chiave sarà affidato alle Case della Comunità per rafforzare l’assistenza territoriale e ridurre la pressione sui Pronto soccorso.
Un piano integrato per rendere più efficiente il servizio di emergenza-urgenza e migliorare l’esperienza dei cittadini. È quanto sta predisponendo la ASL Toscana sud est, che a partire da gennaio avvierà una riorganizzazione del sistema dei Pronto soccorso aziendali, prendendo come punto di partenza quello dell’Ospedale San Donato di Arezzo.
Le criticità attuali, spiegano dall’Azienda sanitaria, sono legate in larga parte alla carenza di personale medico e infermieristico, una difficoltà diffusa in tutta l’Asl ma particolarmente evidente nel presidio aretino. Per rispondere a questa situazione, è in fase di definizione una revisione strutturale dei servizi che mira a ottimizzare l’utilizzo delle risorse disponibili e a garantire un’assistenza più efficace.
Il nuovo assetto interesserà l’intero percorso del paziente: dall’accoglienza iniziale e dall’orientamento all’interno del Pronto soccorso, fino alla gestione delle attività cliniche, all’attivazione delle consulenze specialistiche e all’organizzazione dei ricoveri. L’obiettivo è rendere più fluido il funzionamento interno e ridurre i tempi di attesa, soprattutto per i casi di reale emergenza.
Un aspetto centrale del piano riguarda l’appropriatezza degli accessi. In queste settimane, complice anche l’influenza stagionale, si registra un forte afflusso di pazienti con quadri clinici complessi, affiancato da un numero significativo di accessi che potrebbero essere gestiti in altri contesti assistenziali. Una situazione che incide pesantemente sul carico di lavoro del personale e sull’efficienza del servizio.
In quest’ottica, da aprile e grazie ai fondi del PNRR, l’Asl Toscana sud est rafforzerà il ruolo delle Case della Comunità, strutture territoriali pensate per offrire risposte sanitarie più vicine ai cittadini e contribuire a ridurre la pressione sui Pronto soccorso.
«Stiamo vivendo una fase particolarmente complessa, dovuta a più fattori, primo fra tutti la carenza di personale – evidenzia Marco Torre, direttore generale dell’Azienda –. In base alle risorse attuali e a quelle future, riprogetteremo complessivamente i servizi per restituire ai cittadini e agli operatori condizioni di assistenza e di lavoro migliori. Il nostro impegno sarà massimo, a partire dall’accoglienza e dal coinvolgimento degli utenti, per ridurre un carico che oggi vede oltre la metà degli accessi al Pronto soccorso riferibili a situazioni gestibili in altri ambiti assistenziali».


