HomeSatira civicaArezzo, cantieri e miracoli: qualcosa finisce molto resta a metà

Arezzo, cantieri e miracoli: qualcosa finisce molto resta a metà

Qualcosa si inaugura, molto resta a metà, tutto costa di più: il grande risiko dei lavori pubblici tra promesse, ruspe ferme e tagli del nastro con riserva

-

Arezzo, cantieri e miracoli: qualcosa finisce molto resta a metà

Qualcosa si inaugura, molto resta a metà, tutto costa di più: il grande risiko dei lavori pubblici tra promesse, ruspe ferme e tagli del nastro con riserva

Ad Arezzo il bilancio dei cantieri assomiglia a una partita giocata a metà: piazze finite e celebrate, percorsi che arrancano, opere che lievitano di prezzo e altre che restano chiuse in un eterno “si fa”. Dai Giardini Porcinai alla Cadorna, dalla Catona alla Cesalpino, la città avanza tra inaugurazioni, rinvii e scadenze PNRR che incombono come nuvole basse

Ad Arezzo i cantieri sono come il meteo: annunciati sereni, finiscono quasi sempre con pioggia sparsa e grandine sui costi. Qualcosa è pronto, qualcosa è quasi pronto, qualcosa è pronto… a parole. Il resto è in quel limbo mistico chiamato “ci stiamo lavorando”, che in toscano corrente significa: portate pazienza e tenete il portafoglio aperto.

B come Bastioni (alias Edo Gori)
Qui si festeggia. I “giostrai” sorridono: lo slargo dei Bastioni (nella foto) è tornato in vita e nessuno s’è fatto male. Miracolo urbano.

C come Cadorna
Centro per l’Impiego nuovo di zecca, si fa per dire. Avanza, sì, ma nel frattempo il conto cresce: +700 mila euro come niente, tanto per dare un po’ di brio al finale. Totale oltre i cinque milioni. Alla Cadorna ora non si cerca solo lavoro, ma anche l’uscita giusta tra rampe, passaggi, svolte e deviazioni degne di un labirinto minoico.

C come Catona (Cavallo incluso)
Qui si lavora di pazienza. Prima l’anello, poi il parcheggio del Cavallo, poi – dicono – il resto. “Dovrebbe” è la parola chiave: elegante, vaga, rassicurante quanto una promessa fatta dopo il secondo bicchiere.

C come Cesalpino
La nuova scuola media è un’apparizione mariana: tutti la vedono, nessuno la tocca. Dovrebbe aprire il prossimo anno scolastico. La campanella è pronta, gli studenti anche. Sul resto si prega.

F come Fiorentina
Snodo eterno. Tempi biblici, manco Mosè. Prima del 2027 non se ne parla, a meno che la rotatoria – che spinge e sgomita – non riesca a passare avanti come quelli che saltano la fila al supermercato.

G come Giardini Porcinai
Qui siamo alla meditazione zen. Un passo avanti, due respiri profondi. Il cuore del giardino aspetta, contempla, riflette. La Giunta sognava perfino le attrazioni natalizie: certo, magari insieme alla slitta e alle renne. Nota positiva: la Soprintendenza ha detto sì all’acqua che torna a scorrere. Dopo aver seccato una fontana da un’altra parte, almeno qui si annaffia la speranza.

G come Giotto (piazza)
Inaugurata, celebrata, archiviata. Una delle poche certezze in mezzo al mare mosso dei lavori pubblici.

P come Pescaiola
Ex mercato ortofrutticolo, futuro polo musicale. I lavori sono partiti, sì, ma con la calma di chi non ha fretta di arrivare. La musica verrà. Quando sarà accordata.

S come Saione
Qui l’aria è cattiva. Le ruspe ferme, il progetto che scricchiola. Sembra uno di quei film lasciati a metà perché non convincevano più neanche il regista.

S come San Clemente
Manca poco per chiudere il cerchio tra le due porte. E con esso potrebbe sparire anche il semaforo di via Tarlati, croce quotidiana di automobilisti e calendario dei santi chiamati in causa.

Il tutto sotto l’ombrello del PNRR, che non fa sconti né poesia: o rispetti i tempi o ti arriva la bacchettata sulle nocche. Peccato che i tempi si allunghino e i costi corrano come lepri, mentre il Comune stesso storce il naso davanti a lavori pagati cari e finiti piano.

Morale della favola aretina:
qualcosa si inaugura, qualcosa si rimanda, molto si annuncia.
I cantieri passano.
I costi, quelli no: restano. E fanno persino amicizia.

Lascia un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here

Gino Perticai
Gino Perticai
Dal 1973 nel mondo della comunicazione, una breve esperienza Milanese con A.P.C. agenzia di Marketing, con l’avvento delle prime radio in Fm inizia una serie di esperienze nelle radio locali: Radio Torre Petrarca, Radio OK, Golden Radio, Radio Life,  fino al 1998 momento in cui l’innata curiosità e la voglia di sperimentare novità lo portano a maturare il primo interesse sul world wide web. E' da lì che nel 2000 nasce l’idea delle prime testate regionali on line. Fonda Arezzo Notizie e la dirige fino al Giugno 2016. l'Ortica è la sua nuova scommessa.
- Advertisment -
clickandfly dervizi foto video con drone o senza per agriturismi cantine

Dello stesso autore

Sostieni L'Ortica

Un gesto per coltivare l'informazione libera.
Sostenere l'Ortica significa dare valore al giornalismo indipendente.
Con una donazione puoi contribuire concretamente al nostro impegno nel fornire notizie senza condizionamenti.
Ogni piccolo sostegno conta: unisciti a noi nella nostra missione per un'informazione libera e imparziale.
Grazie per il tuo sostegno prezioso.
Dona con Paypal