E il Sindaco che scappa dalle responsabilità come dalla neve a luglio
Bastava una domandina, una eh, mica un interrogatorio della CIA.
E invece crac!
Durante l’ultimo Consiglio Comunale il castello di carte della Giunta è venuto giù peggio di un gazebo all’Antignano con la libecciata.
La domanda era semplice semplice:
che vuol fare il Comune sulle scuole de La Nave e Santa Cristina?
Risposta del Sindaco?
Una supercazzola durata quanto un gelato al sole, ma con un finale chiarissimo:
le scuole chiudono. Punto.
Non per i bambini.
Non per i numeri.
Ma perché “io un mi prendo responsabilità”.
Tradotto dal politichese:
“Chiudo tutto così dormo tranquillo”.
E qui casca l’asino. Anzi, tutta la stalla.
I problemi strutturali – ammissione del Vicesindaco – si sapevano da anni.
Per La Nave c’era pure un progetto dal 2021.
E allora la domanda vien da sé:
che s’è fatto in tutto ‘sto tempo?
Nulla.
Zero.
Nisba.
Ma ora improvvisamente scopriamo che:
- Santa Cristina è pericolosa perché… è su due piani
(oddio, nemmeno fosse il Burj Khalifa) - La Nave rischia perché sul tetto potrebbero accumularsi 30 cm di neve
Trenta centimetri.
A Castiglioni.
Oh, ma che s’è spostato il paese in Lapponia e un ce l’hanno detto?
E non provino nemmeno a raccontare la storiella dei soldi che mancano.
Perché quando c’è da spendere, i quattrini saltano fuori come i funghi:
- 500 mila euro per i giardini
- 500 mila per il campo di Fontesecca
- 500 mila per Santa Chiara
- 1 milione per “aggiustare” la TARI (che ora i cittadini pagano con rincari fino al 15%)
- milioni alla Spiaggina per costruire il famoso “bunker”
(altro che asilo nido, manco fosse Fort Knox) - 700 mila euro per un nuovo campo sportivo
E l’elenco potrebbe continuare fino a Natale.
La verità è una sola, e fa pure male dirla:
le scuole chiudono per scelta politica, non per necessità.
Scelta figlia di una programmazione che definire “carente” è un complimento.
E non è finita.
Il Sindaco, con una sincerità degna di miglior causa, ha persino ammesso che altre scuole chiuderanno.
Quali?
Manciano?
Montecchio?
Fate voi, tanto il copione è sempre lo stesso.
Questo è il modello di città che ci stanno servendo:
frazioni svuotate,
bambini sui pullman per ore,
via Ghizzi intasata come l’Aurelia a Ferragosto,
comunità smontate pezzo per pezzo.
Le scuole non sono caselle da Excel.
Sono presìdi di vita, di futuro, di identità.
E finché qualcuno farà finta di non capirlo,
noi continueremo a dirlo.
Forte.
Chiaro.
E senza zucchero sopra.
Testo satirico ispirato a un comunicato del Gruppo Consiliare Rinascimento Castiglionese



Il sindaco lo fa perché sotto sotto, come a quel cinghiale di Salvini, gli piace la “famiglia del bosco” style, e se la gente tenesse i figlioli pei dirupi il Comune risparmierrebbe tanto. Ma non considera la spesa per gli assistenti sociali che lieviterebbe da mettessi le mani nei capelli.