Ad Arezzo succede anche questo: gli autisti di Autolinee Toscane son belli che scoppiati. Altro che clacson e sorriso: qui si fa fermata a sentimento, spesso in mezzo alla strada, tra una Panda in doppia fila e un SUV piazzato sullo stallo del bus come se fosse il parcheggio di casa.
«Noi un se ne pol più». Così, senza tanti fronzoli, comincia lo sfogo di un autista di Autolinee Toscane arrivato in redazione. E come dargli torto. Ogni giorno tocca fermare il pullman in mezzo alla strada, manco fosse una piazzola di fortuna, perché la fermata è puntualmente occupata dall’auto dell’incivile di turno: quello del “torno subito”, ma intanto il bus aspetta.
Risultato? Mentre l’autista bestemmia in silenzio, anziani e persone con disabilità motoria son costretti a salire dal catrame, tra buche, sportelli aperti e clacson impazziti. Il marciapiede ci sarebbe anche, ed è pure fatto apposta per facilitare la salita. Peccato sia diventato un parcheggio abusivo fisso, tipo abbonamento annuale. Intanto l’autista fa equilibrismo col pullman e prega che nessuno gli finisca nel radiatore.
Capitolo vigili urbani: Mistero fitto come la nebbia in Val d’Arno, qui si entra nella fantascienza. «Spariti», dice l’autista. Avvistamenti rari, sempre in centro, a passeggio rilassato. Verbali? Zero. Multe per chi parcheggia sugli stalli del bus, in doppia fila o nelle corsie preferenziali? Neanche per sogno. Pare che la penna sia rimasta scarica dal ’98.E i vigili urbani?
Ora, diciamolo chiaro: noi autisti nemmeno saremmo obbligati a far salire la gente fuori fermata. Ma siccome un si nasce senza cuore, e un si lascia una persona fragile in mezzo alla strada, non siamo bestie e un anziano non lo lasci lì come un ombrello dimenticato, si fa lo stesso. Però così si rischia tutto: la sicurezza, le ginocchia dei passeggeri e pure la pazienza. Si fa lo sforzo. Peccato che lo sforzo lo paghino sempre gli stessi: chi lavora e chi ha più bisogno.
Il tutto mentre le strade son già intasate dalle uscite delle scuole, con traffico degno della tangenziale all’ora di punta e nervi che saltano come fusibili. Le regole della circolazione? Roba folkloristica, buona per i libri, ma poco praticata sull’asfalto.
La richiesta è semplice, quasi banale: fate rispettare le regole. Liberate le fermate. Rimettete una penna in mano a qualcuno. Perché il bus non è un optional, l’accessibilità non è un favore e la sicurezza non è uno scherzo.
E soprattutto, salire sull’autobus non dovrebbe sembrare un numero da circo.
Lo sfogo che ci è arrivato in redazione non chiede miracoli, né medaglie. Chiede solo una cosa semplice semplice: fate rispettare le regole. Liberate le fermate. Perché il bus non è un intralcio, gli anziani non sono birilli e salire sull’autobus non dovrebbe sembrare una prova di Giochi senza frontiere.



Frullano a frotte ( i vigili) tra via Ricasoli, il Comune e il Prato, a rompere agli ormai sempre più rari residenti che magari dovrebbero portare la spesa a casa con la macchina o usarla per altre necessità serie. Ieri ed oggi c’era pochissima gente, strade praticamente vuote ma tutte bloccate lo stesso e la mia vicina di casa che dava di matto perché addirittura il blocco parte da San Domenico. I cittadini ormai si dividono tra chi partecipa al businnes natalizio e ormai gli manca solo la guardia del corpo comunale e chi si becca traffico, casino, divieti.
Machevvellodicoaffà…