Questa mattina, mentre la brava gente parcheggiava tranquilla pensando a visite, analisi e bestemmie preventive, nel parcheggio dell’ospedale San Donato andava in scena un documentario degno di National Geographic:
“Il ladro e la Panda: caccia all’auto giusta”.
Il protagonista del filmato – un tizio qualunque, look casual, passo felpato da gatto randagio – è stato ripreso dalla telecamera di un’auto in sosta mentre gironzolava tra le macchine come un sommelier del furto, annusando portiere, scrutando interni e valutando accuratamente il “colpo buono”.
Si avvicina.
Guarda dentro.
Riparte.
Torna indietro.
Pare stesse pensando:
“Questa c’ha l’autoradio vecchia… questa è piena di briciole… questa forse c’ha qualcosa, ma oggi mi sento ispirato.”
Un vero Michelangelo del borseggio automobilistico, che non ruba tanto per rubare: sceglie. Perché il furto, se fatto, va fatto con gusto.
Il tutto mentre attorno la vita scorre normale: ambulanze, infermieri, parenti nervosi e nessuno che sospetti che, tra una Clio e una Punto, si stava consumando un casting per il furto del giorno.
Il bello?
Il nostro eroe probabilmente non sapeva che una macchina ferma lo stava fissando, registrando ogni suo passo con la pazienza di un vecchio vigile in pensione.
Morale della favola:
– Andate all’ospedale per curarvi
– Tornate e vi trovate il parcheggio trasformato in zona reality
– E scoprite che c’è chi, invece delle visite, fa il giro delle tentazioni
E al tizio del video, un consiglio non richiesto ma sincero:
la prossima volta, se vuoi fare il ladro invisibile…
evita le telecamere, l’ospedale e soprattutto le macchine più sveglie di te.
Fine del documentario.

