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Arezzo- la Mery delle buche, ovvero: quando piove non è acqua, è asfalto che scappa

Tra pioggia, buche e degrado urbano, la consigliera Cornacchini fa da sentinella a un’Arezzo sempre più rattoppata

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Arezzo- la Mery delle buche, ovvero: quando piove non è acqua, è asfalto che scappa

Tra pioggia, buche e degrado urbano, la consigliera Cornacchini fa da sentinella a un’Arezzo sempre più rattoppata

In una città dove le buche non si contano più perché ormai c’hanno la residenza, c’è una figura che non molla: Mery Cornacchini, consigliera comunale, provinciale, anima combattiva di Arezzo nel Cuore e – soprattutto – incubo di buche, tombini, lampioni spenti e cassonetti straripanti.

La scena è questa: piove. Ma non una pioggina romantica, no. Piove come se il cielo avesse letto il bilancio comunale. E mentre l’acqua scende, le buche salgono. Via Gamurrini sembra la luna, via Margaritone manco Marte: crateri, avvallamenti, rappezzi messi lì “alla bell’e meglio”, tanto per tappare… finché dura. Quanto dureranno? Boh. Domanda retorica, risposta ovvia: meno di una promessa elettorale.

E qui entra in campo la Mery. Smartphone in mano, foto, post, crocette rosse manco fosse la Settimana Enigmistica del degrado urbano. “Attenzione!”, scrive. E c’ha ragione: attenzione davvero, perché se ci passi distratto ti ritrovano con la bici incastrato come l’Arca di Noè.

Ultim’ora: “il conto delle strade ko si allunga” alla mappa del disastro si aggiunge anche viale Don Minzoni, dove l’asfalto è ormai un mosaico sconnesso di buche pericolose, segnalate nelle ultime ore da Meri Cornacchini. Piove, si scava da solo e nessuno pare stupirsi più. Le foto parlano chiaro: qui non servono cronisti, basta una pozzanghera.

 

Ma le segnalazioni non finiscono mica all’asfalto. Nel gruppo Facebook AREZZO NEL CUORE – CONTRO I CIALTRONI, creato e amministrato da Mery Cornacchini, ogni giorno si sfoglia il diario del disastro: buche, sporcizia, incuria e silenzi istituzionali, con i cittadini ridotti a fare i reporter mentre qualcun altro dovrebbe fare il suo mestiere. Ecco alcune delle segnalazioni più recenti, arrivate direttamente dal fronte.

Alessandro – Villa Severi
Il parco, vanto di Arezzo per bellezza e storia, offre ormai sorprese degne di un survival game: panini avariati lasciati sulle panchine (a portata di bambini e cani), cestini straboccanti e persino una carogna d’animale gettata tra le vigne verso la Godiola. Più che manutenzione, qui servirebbe un esorcismo. Urgono controlli e cura, prima che Villa Severi venga scambiata per una discarica didattica.

Giulia – Le tartarughe
Tra fango e melma, le povere tartarughe restano dimenticate. Evidentemente anche loro non rientrano nel piano di manutenzione ordinaria… forse perché non votano.

Alberto – Dai cimiteri al Prato
Dal cimitero al Prato non c’è un tombino che non sia occluso. Tutti pronti a trasformarsi in geyser alla prima pioggia seria. Un capolavoro di ingegneria idraulica al contrario.

Marusca – Strade e fossi
Non solo tombini: margini delle strade e fossi pieni di spazzatura varia, mai puliti. Il risultato è una città sporca e trascurata, anche se qualcuno continua a raccontarla come “molto curata”. Probabilmente guarda solo le brochure.

Silvia – San Leo
Il contenitore per la raccolta delle pile di fronte ai negozi strabocca. Le pile scappano, l’attenzione un po’ meno.

Pellegrino – Piazza Guido Monaco
Lampadine spente nell’aiuola, documentate con foto. Anche l’illuminazione pubblica, a quanto pare, pratica lo sciopero silenzioso.

Carla – Ceciliano
Da marzo un lampione fuori uso lascia quattro case al buio. I residenti, stanchi di aspettare, si sono organizzati privatamente per la sicurezza. Autonomia energetica forzata, modello Medioevo 2.0.

Vitiano – Via di Mezzo
Appena terminato l’asfalto, ecco comparire una buca formato voragine, pericolosa e in continua evoluzione. Richiesto intervento urgente.
Mario propone una spiegazione alternativa: «Ci sono tante topaceche (talpe)».
Ipotesi affascinante: talpe urbanizzate o asfalto biodegradabile.

Nel frattempo
Mery Cornacchini continua a rispondere, fotografare e rilanciare. Alla fine il quadro è chiaro: ad Arezzo piove e l’asfalto scappa, le luci si spengono, i tombini tappano e i cittadini segnalano.
C’è chi governa la città e chi, armato solo di smartphone e pazienza, prova a impedirle di crollare pezzo dopo pezzo.
Il paradosso è che oggi il servizio pubblico più efficiente sembra essere un gruppo Facebook. E questo, più di ogni buca, dovrebbe far riflettere.

2 COMMENTI

  1. La Mery delle buche è l’altra faccia dei suoi amichetti sindaco e assessori.
    E’ la storia stantia del poliziotto buono e di quello cattivo.
    Quelli ci procurano le buche e lei si strappa le vesti x le buche.
    Un po’ come la Meloni che tifa Ucraina (con moderazione, va sempre bene quel che fa Trump)e Salvini per Putin (ma senza veri scazzi, vota quel che c’è da votare).
    L’essenziale è coprire tutto il mercato politico. Una dopo averne detto peste e corna supera in severità la legge Fornero, l’altro che la Fornero l’avrebbe fucilata si straccia le vesti e dice che è riuscito a rinviare il peggio.
    Si aspetta qualcuno che protesti contro l aumento delle accise, che la Giorgia tutta incazzata ci asseriva da togliere nei video in macchina ai distributori di benza, e tutti” quant’è forte io la voto”.

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Gino Perticai
Gino Perticai
Dal 1973 nel mondo della comunicazione, una breve esperienza Milanese con A.P.C. agenzia di Marketing, con l’avvento delle prime radio in Fm inizia una serie di esperienze nelle radio locali: Radio Torre Petrarca, Radio OK, Golden Radio, Radio Life,  fino al 1998 momento in cui l’innata curiosità e la voglia di sperimentare novità lo portano a maturare il primo interesse sul world wide web. E' da lì che nel 2000 nasce l’idea delle prime testate regionali on line. Fonda Arezzo Notizie e la dirige fino al Giugno 2016. l'Ortica è la sua nuova scommessa.
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