A scuola la giornata cominciava con l’appello.
Il professore scorreva l’elenco e chiamava, per cognome, gli allievi che rispondevano “presente”; l’assenza veniva annotata sul registro di classe ed il perdigiorno doveva portare la giustificazione appena rientrava.
Domenica scorsa, dal Palazzo di Fraternita, è stato fatto l’appello di chi mancava tra gli espositori della Fiera Antiquaria, per l’appunto molti di quelli che hanno il posto in Piazza Grande sono di origine campana e l’appello, grossomodo, è stato questo:
Abbate assente
Cirillo assente
….
Esposito assente
….
Varriale assente
Il risultato è che molti espositori sono stati segnati “assenti” ed è stata formata una lista di proscrizione.
C’è da aspettarsi che le giustificazioni degli “scornacchiati” saranno del tipo “L’acqua mi faceva rigonfiare il canterano”, “L’umido mi appiccicava le pagine del manoscritto” ecc.
Ma la storia è fatta di corsi e ricorsi.
Il giorno della Befana è stato fatto un altro appello per la presenza al gran finale della Città del Natale.
Dalla torre di Palazzo Cavallo, contando nella presenza di fidati aretini, è cominciato un altro appello:
Abbarchi assente
Barelli assente
…
Benigni assente
…
Zurli assente
Insomma con la tramontanina che tirava e quei du’ fiocchi de’ neve che ‘un’hanno manco ataccato, si è ripetuta la tiritera di un paio di giorni prima: TUTTI ASSENTI.
Anche i fidati botoli ringhiosi han voltato il culo (un po’ come l’Arno) alla Città di Arezzo e non si sono presentati al Prato.
Dall’oltretomba il mitico Emilio Fede ha gridato “ATTENTATO!!!”
Domani saranno indaffarati tutti i medici di famiglia che dovranno confezionare la giustificazione per tosse, bruciore di gola, bronchite e compagnia cantando.
In definitiva per gli espositori si attendono gli strali già annunciati, ma gli Aretini cosa si debbono aspettare?
Di.. Botolo ringhioso


