Dopo 31 giorni di vagabondaggio, con il guinzaglio ancora attaccato e un curriculum da vero sopravvissuto, Teddy è finalmente tornato a casa. Un pastore tedesco di appena un anno, protagonista involontario di un’avventura che sembra uscita da un film… ma con un finale decisamente migliore.
A raccontare il retroscena è Marco Fanti, pet detective, intervistato da L’Ortica. Fanti precisa però un aspetto fondamentale dell’operazione: lui si è occupato esclusivamente della fase di cattura, mentre il ritrovamento dell’animale è stato possibile grazie al lavoro di Giovanni Mazierli, che ha individuato Teddy tramite drone termico, e al supporto della veterinaria dott.ssa Gessica Senzamici.
Teddy, spiega Fanti, è stato recuperato in buone condizioni psicologiche, anche se un po’ deperito fisicamente. Nulla di irreparabile: probabilmente, durante la sua “vacanza non autorizzata”, si è arrangiato mangiando cibo per gatti trovato in giro. Insomma, spirito d’adattamento da manuale.
Nonostante un intenso volantinaggio, numerose segnalazioni, fototrappole e continui avvistamenti, Teddy è riuscito per settimane a restare nascosto ai piedi della collina di San Cornelio, giocando a nascondino con mezzo territorio. La ricerca non ha lasciato nulla al caso: l’impiego del drone termico si è rivelato decisivo, consentendo di localizzare il cane dopo oltre un mese di latitanza.
E mentre gli umani lo cercavano con tecnologia e metodo, Teddy faceva quello che riesce meglio a molti cani smarriti: non farsi trovare, pur restando sorprendentemente vicino.
Il dettaglio che ha fatto tremare tutti – il guinzaglio ancora attaccato – purtroppo non è una novità rassicurante. Fanti racconta che in altri casi il guinzaglio o la pettorina possono impigliarsi, con esiti tragici. In questo caso, però, la dinamica sembra diversa: la parte manuale del guinzaglio è stata trovata rosicchiata, segno che Teddy potrebbe essersi impigliato solo nelle ultime 24 ore, riuscendo comunque a liberarsi.
Un colpo di fortuna, sì, ma anche tanta resilienza canina.
L’avventura di Teddy si è conclusa nel migliore dei modi: ritrovamento riuscito, cattura in sicurezza e famiglia finalmente sollevata. Marco Fanti coglie l’occasione per lanciare un messaggio chiaro:
portare sempre il cane in sicurezza,
meglio ancora se dotato di GPS, perché in quel caso i tempi di ritrovamento si accorciano drasticamente.
Teddy ora può finalmente appendere il guinzaglio al chiodo (stavolta per davvero), lasciare alle spalle la vita da esploratore solitario e tornare a fare il cane di casa.
Con buona pace dei gatti… e delle loro crocchette.
La rete applaude Teddy (e chi lo ha riportato a casa)
“31 giorni un’eternità. Sapere di poter contare sulla vostra efficienza è un sollievo per tutti.”
Elisabetta
“Pensare che non è rimasto impigliato col guinzaglio… scampato pericolo.”
Vania
“Magro ma per niente pentito.”
Susanna
“Faccia da chi è stato fregato.”
Francesca
“Questo cane ha una schiera di angeli custodi.”
Maria Luisa
Oggi Teddy è salvo, al caldo e lontano dalla vita randagia. Il guinzaglio è finalmente un ricordo, lo sguardo resta quello di chi l’ha fatta grossa… ma è stato perdonato.
E la rete, unanime, applaude.


