Sosta vietata, polemica assicurata: ma la multa ‘un s’è fatta da sola
Quanno ‘un c’è verso, ‘un c’è verso: la macchina stava ‘ndo ‘un doveva stare e la multa è arrivata puntuale come l’Arezzo in testa alla classifica. Dopo le lamentele del direttore della Casa Pia, il Comune di Arezzo ha deciso di mette i puntini sulle “i”, giusto per spiegare come stanno davvero le cose e levare ogni dubbio ai cittadini.
L’auto incriminata era bella piazzata in divieto di sosta, senza manco l’ombra d’un contrassegno sul cruscotto. Tradotto: divieto c’era, permesso un se vedeva. E quando l’agente della Municipale è passato, un ha fatto altro che quello che fa tutti i giorni: controllre e applicareil Codice della Strada, senza favoritismi e senza chiudere un occhio.
C’è poi da dì un’altr’a cosa: la macchina è di proprietà del direttore della Casa Pia, che sì, ha un permesso… ma per entrare in garage, mica per lascià la macchina ‘n mezzo alla via. E anche quello, tanto per gradre, al momento del controllo ‘un era manco esposto. Insomma, un c’era verso de scansare la multa.
L’agente ha fatto il suo dovere, punto e basta. E infatti dal Comune arriva piena fiducia e un ringraziamento a chi stava lavorando, senza se e senza ma. Perché la legge, che piaccia o no, vale pe’ tutti: pe’ i cittadini, per le istituzioni e per chi poi se ‘ncazza se trova il foglietto sotto al tergicristallo.
Morale della favola? Prima di parcheggiare, meglio guardre il cartello. Che poi a lamentasse dopo, la multa ‘un sparisce mica.


