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Riconosciuto a Ortignano Raggiolo un crimine di guerra nazista: risarciti gli eredi di Ferdinando Santini

Dopo oltre ottant’anni il Tribunale di Firenze riconosce un eccidio nazista nel Casentino e dispone il risarcimento agli eredi della vittima

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Riconosciuto a Ortignano Raggiolo un crimine di guerra nazista: risarciti gli eredi di Ferdinando Santini

Dopo oltre ottant’anni il Tribunale di Firenze riconosce un eccidio nazista nel Casentino e dispone il risarcimento agli eredi della vittima

A distanza di ottantadue anni è stato ufficialmente riconosciuto un crimine di guerra nazista avvenuto nel territorio di Ortignano Raggiolo. Il Tribunale di Firenze ha disposto un risarcimento a favore degli eredi di Ferdinando Santini, ucciso l’11 luglio 1944, riaffermando una verità storica e giuridica rimasta a lungo senza risposta.

La sentenza, ottenuta grazie all’azione dell’avvocato Saverio Agostini dello Studio Legale Altocasentino, ha accertato la responsabilità delle forze tedesche per l’uccisione di un civile durante la ritirata dell’esercito nazista verso nord, una fase segnata da numerosi eccidi nel Casentino. Il tribunale ha ribadito il principio secondo cui i crimini di guerra non cadono in prescrizione e devono essere riconosciuti anche a distanza di molti decenni.

Ferdinando Santini, nato nel 1910 e colono di professione, fu fatto prigioniero, costretto al lavoro forzato e infine ucciso all’età di trentaquattro anni. Venne impiccato a un’antenna della luce elettrica a San Piero in Frassino, dove il corpo rimase esposto per tre giorni. Al momento dei fatti lasciò due figli di cinque anni e diciassette mesi.

Dopo quasi ottant’anni, la famiglia ha scelto di intraprendere un percorso giudiziario per ottenere il riconoscimento ufficiale dei fatti e restituire dignità alla vittima. Il risarcimento sarà erogato attraverso il fondo istituito presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze per gli eredi delle vittime dei crimini di guerra commessi dalle forze del Terzo Reich tra il 1939 e il 1945, in attuazione degli accordi tra la Repubblica Italiana e la Repubblica Federale di Germania.

«Questa sentenza – commenta il sindaco Emanuele Ceccherini – rappresenta non solo un giusto ristoro economico, ma soprattutto il riconoscimento di una verità storica e di una responsabilità giuridica rimaste troppo a lungo sospese. È un atto di giustizia verso una vittima innocente, i suoi familiari e l’intera comunità».

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