Come da tradizione italica: quando ‘un si sa bene con chi prendersela, si sceglie un bersaglio comodo. Stavolta tocca alle Squadre B, colpevoli di tutto: dalla crisi del calcio alla caduta dei capelli, fino alla grandine a Ferragosto.
Ad Arezzo la Curva Sud fa sciopero, diserta, protesta, spiega, argomenta, sventola striscioni lunghi quanto la Treccani. Tutto giusto, per carità: la protesta è sacra. Però poi, a forza di gridare “Al lupo! Al lupo!”, magari sarebbe anche il caso di controllare se ‘sto lupo esiste davvero o se è solo un cagnolino spelacchiato.
Le Squadre B – ci dicono – falsano i campionati. Strano però: vincono poco, spesso niente, una (ciao Milan Futuro) è pure retrocessa. Se questa è la concorrenza sleale, allora pure il Pisa nel ’91 era il Real Madrid.
Perché il copione è sempre lo stesso: il calcio di Serie C è un disastro? Colpa delle Squadre B. Gli stadi son vuoti? Squadre B. I giovani ‘un crescono? Squadre B. Le società falliscono? Squadre B. Se piove allo stadio e ti si bagna il panino, probabilmente è colpa delle Squadre B.
Poi c’è la favola del “vivaio della Nazionale”. Bellissima, commovente. Peccato che dalla Serie C tradizionale, in vent’anni, sian usciti più magazzinieri che centrali difensivi da Nazionale maggiore. Invece dalle Squadre B, zitte zitte, qualcuno che sa stoppare un pallone e fare due passaggi di fila è saltato fuori. Sarà un caso. O forse no.
Il merito sportivo, altro grande classico. Peccato che la Serie C sia il campionato dove puoi arrivare ultimo, fallire, rinascere, essere ripescato, riammesso, ri-ripescato e magari pure promosso se Mercurio è in congiunzione con Giove. Ma il problema, attenzione, sono le Squadre B che almeno si iscrivono, giocano e finiscono il torneo. Roba sospetta, eh.
Le plusvalenze mostruose? Sì, certo. Nominatele però, queste montagne d’oro. Fateci i nomi, dateci le cifre. Per ora l’unica cosa gonfiata sembra la rabbia.
E l’argomento finale: “non rappresentano una città”. Vero. Ma guardiamoci in faccia: metà degli stadi di Serie C son più vuoti di un bar alle sei di mattina. E non da ieri. Dare la colpa alle Squadre B è come prendersela col cucchiaino perché la minestra fa schifo.
La verità, quella che dà fastidio, è un’altra:
le Squadre B non sono il problema, sono lo specchio.
Uno specchio brutale che riflette un sistema sgangherato, incoerente, pieno di buchi, rattoppi, penalizzazioni, fallimenti e riforme scritte su un tovagliolo del bar.
Prendersela con loro è facile. Sistemare la Serie C è difficile.
E allora via: meglio urlare, disertare, fare la guerra al nemico sbagliato.
Tanto, si sa, in Italia è sempre colpa di qualcuno che arriva dopo.
E intanto il calcio continua a cadere a pezzi.
Ma almeno, oh, l’abbiam detto chiaro: “NO ALLE SQUADRE B!”
Che poi serva a qualcosa… questo è un altro campionato.


