Una persona affetta dalla malattia di Creutzfeldt-Jakob (CJD) è attualmente ricoverata all’ospedale di Arezzo. A seguito della diffusione della notizia, l’Asl Toscana sud est è intervenuta per chiarire la situazione ed evitare inutili allarmismi, precisando che si tratta di un caso non attribuibile al consumo di carne bovina infetta.
La Creutzfeldt-Jakob, in passato nota al grande pubblico come “morbo della mucca pazza”, è una patologia neurodegenerativa rara e grave, che non è trasmissibile da persona a persona. L’Azienda sanitaria ha già segnalato l’evento all’Istituto Superiore di Sanità, como previsto dai protocolli di sorveglianza.
Attualmente non esiste una cura risolutiva per la malattia, ma sono disponibili trattamenti di tipo sintomatico, finalizzati a migliorare la qualità della vita del paziente. Le forme di Creutzfeldt-Jakob si distinguono in tre principali tipologie: la forma sporadica, che rappresenta circa l’85% dei casi e ha origine sconosciuta; la forma familiare, pari al 10-15%, legata a mutazioni genetiche; e la forma variante (vCJD), associata al consumo di carne bovina contaminata da encefalopatia spongiforme bovina.
Nel caso in questione, le autorità sanitarie ribadiscono che non vi è alcun pericolo per la salute pubblica, né collegamenti con la filiera alimentare. La situazione è costantemente monitorata secondo le procedure nazionali e internazionali previste per queste rare patologie.


