Arezzo, 18 febbraio 2026 – O via, s’è cominciata male, ma male davvero, la prevendita per la trasferta di Gubbio. Più che comprare un biglietto per lo stadio “Barbetti”, pareva di dover fare domanda per il passaporto.
Fin dalle prime ore, gli amaranto s’è trovati a gironzolare per i punti VivaTicket come trottole impazzite. Online? Macché. L’Osservatorio aveva deciso: niente vendita sul web per il settore ospiti. E allora tutti in fila, a piedi o in macchina, sperando che il terminale funzionasse.
Al Punto Snai di via Trasimeno un cartello e tanti saluti: biglietti non pervenuti. A Castiglion Fiorentino spariti in un lampo, manco fossero bomboloni caldi la domenica mattina. E ad Arezzo? Tutti al Bagnoro, alla Tabaccheria Veri, unica superstite rimasta operativa. Una fila che arrivava quasi al semaforo e gente che brontolava: “Per un biglietto di Serie C ci voleva meno fatica che arrivare a piedi sull’Alpe di Poti”.
Il tutto per 1.175 tagliandi, a 10 euro più prevendita. Roba che nel primo pomeriggio già s’era quasi bloccato tutto. E come se non bastasse, il giorno dopo la tabaccheria era pure chiusa per turno. Una sceneggiatura perfetta.
Sui social è partito il teatrino. “Hanno fatto un casino che la metà bastava”, scrive qualcuno. “Chi amministra, Topolino?” rincara un altro. C’è chi ha fatto due ore di fila e chi temeva di restare fuori perché online non si poteva inserire la tessera del tifoso, obbligatoria per comprare.
Poi, quando ormai la pazienza era ai minimi storici, oggi ecco la svolta: biglietti disponibili online! Finalmente sul circuito VivaTicket è comparsa la benedetta sezione per inserire i dati della Fidelity Card. “Ora funziona!!!”, “Alleluia!”, “Provate ad aggiornare!”, rimbalza tra i commenti. Insomma, dopo il caos, uno spiraglio.
Certo, qualche mugugno resta: “Qualcosa c’è da migliorare, questo è certo”, dice una tifosa. E come darle torto? Tra divieti, terminali impallati e code chilometriche, la prevendita s’è trasformata in una corsa a ostacoli degna delle Olimpiadi.
Ora la vendita resterà aperta fino a venerdì alle 19, ma la sensazione è che per andare a Gubbio quest’anno serva più pazienza che benzina.
E badate bene: il settore ospiti del “Barbetti” un è mica l’Azteca… più di 1.175 persone un ce ne entrano. E un migliaio di biglietti son già belli che andati via. Tradotto? S’è già riempito quasi tutto prima ancora che la situazione tornasse normale.
Insomma, tra chi ha fatto la fila al gelo e chi ha tribolato col computer, i posti rimasti son pochi e la corsa continua. Chi s’è mosso per tempo ora dorme sereno, gli altri… pedalare e sperare che il sistema un faccia altri scherzi.
E in mezzo a tutto il parapiglia, una voce si leva sopra le altre: “Alò Aretino… vinciamola noi”.
Perché alla fine, tra una fila e un clic che non va, la voglia di seguire l’Arezzo è sempre la solita: testarda, rumorosa e tutta amaranto.


