Partiamo sempre dai documenti. Il resto è il nostro modo di leggerli
📄 FONTE: Lettera di Beppe Angiolini
Oh ragazzi, questa non s’aspettava mica nessuno. Beppe Angiolini, il mi’ Beppe di Sugar, ha preso carta e penna e zac! S’è candidato sindaco di Arezzo.
“Lo faccio per amore di Arezzo”, dice lui. E già da lì, mezzo popolo s’è commosso e quell’altro mezzo ha detto: “O che gli frulla in capo ora?”
“Oh aretini, tocca restituire”
Nella sua lettera – bella lunga, tutta col core in mano – Beppe racconta che questa decisione è maturata piano piano, zitto zitto, come la ribollita che sobbolle.
Lui, che dice d’essere sempre stato più da lavoro che da politica, s’è trovato a pensare: “O via, un posso stare a guardare e basta”.
Nato e cresciuto qua, radici ben piantate nel tufo e nel mattone aretino, Angiolini ricorda d’aver avuto occasioni per andare via. Ma no. Ha scelto di restare. Ha tirato su Sugar, trasformando la bottega in una destinazione che la gente viene a vedere da mezzo mondo.
E ora dice che è tempo di restituire qualcosa alla città che gli ha dato tutto.
Il succo?
Secondo Beppe, Arezzo non è inferiore a nessuno. Ha bellezza, storia, arte, e pure quella grazia un po’ schiva che c’hanno le città toscane vere.
Lui la vede internazionale, viva, piena di giovani che lavorano e sognano qui.


