È l’anno dei record per l’Arezzo che, dopo Carpi (vittoria che mancava da 66 anni), conquista anche Gubbio, dove non vinceva dal 1940. In un campo ostico, contro una squadra in forma ma con il supporto di oltre mille tifosi al seguito, la squadra di Bucchi si è imposta per una rete a zero, mantenendo il vantaggio sul Ravenna (impegnato alle 17.30) invariato.
Se i romagnoli potevano sperare di accorciare le distanze in vista dello scontro diretto di domenica prossima, tra la sosta e questa giornata si ritrovano invece con l’Arezzo sempre a +7, a patto che battano la Sambenedettese, ma con una partita in più da giocare.
Gli amaranto hanno interpretato al meglio la gara, portando a 705 i minuti di imbattibilità della propria porta. Venturi, tra l’altro, non è mai stato chiamato seriamente in causa.
Lo score amaranto nel 2026 ha dell’incredibile: otto gare giocate, con sette vittorie e un pareggio, e porta inviolata nelle ultime sette partite. Da questi numeri nasce il vantaggio sulla seconda in classifica.
Poi ci sarà sempre qualche esteta pronto a dire che si poteva, e doveva, giocare meglio, che l’Arezzo non esprime il gioco che dovrebbe una capolista. Discorsi che però non interessano: i numeri sono lì, stampati, e parlano chiaro.
Dopo un quarto d’ora di studio, nel quale i padroni di casa si mostrano più intraprendenti, l’Arezzo rischia per un fallo al limite dell’area di Coppolaro, che rimedia il giallo e salterà la prossima gara interna contro il Ravenna. La punizione, da posizione centrale e pericolosa, viene calciata da Zullo, ma il tiro termina alto sopra la traversa.
Il campanello d’allarme sveglia i giocatori di Bucchi che al 26’ vanno vicini al vantaggio con Pattarello: dopo una prolungata azione di Chierico sulla sinistra, il numero 10 calcia in porta costringendo Krapikas a una deviazione in angolo in tuffo.
Al 40’ il tiro di Pattarello viene fermato irregolarmente al limite dell’area: è ora l’Arezzo a poter sfruttare una punizione dal limite, simile a quella precedente del Gubbio. È lo stesso Pattarello a incaricarsi della battuta, ma il suo tiro si infrange sulla nutrita barriera rossoblù.
Si va così all’intervallo sul punteggio di parità dopo un primo tempo con poche occasioni, eccezion fatta per il tentativo di Pattarello che aveva impegnato l’estremo difensore eugubino.
Ad inizio ripresa sono subito gli ospiti a prendere in mano le redini del gioco, portandosi in avanti con decisione alla ricerca del vantaggio che arriva dopo nove minuti.
Grande recupero di Chierico che lancia lungo per Pattarello: il suo tiro trova ancora la pronta risposta di Krapikas, che sembra avere un conto aperto con il numero 10. Sulla respinta, però, è lesto Ravasio a intervenire e a mettere in rete.
Trema l’Arezzo al 18’ quando Minta parte in contropiede e si trova davanti a Venturi in uscita. L’attaccante cade in area, ma l’arbitro fischia la simulazione. La panchina dei padroni di casa chiede la revisione, ma il direttore di gara conferma la decisione iniziale.
Bucchi rivoluziona l’attacco inserendo Varela, Arena e Cianci al posto di Pattarello, Ravasio e Tavernelli. Al 26’ viene chiesto un secondo controllo per una presunta trattenuta in area di Iaccarino ai danni di Saber, ma anche in questo caso l’arbitro conferma la prima decisione.
Il Gubbio si getta in avanti alla ricerca del pareggio, ma l’Arezzo contiene bene le folate avversarie e Venturi non è mai realmente impegnato. Al 42’ una splendida punizione di Arena viene respinta da Krapikas.
Dopo sei minuti di recupero termina la trasferta di Gubbio, che vede ancora una volta uscire vincitrice la squadra di Bucchi.
Ora c’è una settimana di trepidante attesa per il big match di domenica prossima. L’Arezzo lo affronterà sulle ali dell’entusiasmo ma, al tempo stesso, con la consapevolezza delle difficoltà che ogni partita presenta.
Domenica non ci sono scuse neppure per il pubblico, che frequenta il Comunale meno di quanto faccia in trasferta (non è una critica, ma una constatazione): servirà una presenza massiccia per sostenere e festeggiare una squadra che sta dominando il campionato.
Foto: S.S. Arezzo


