HomeCronacheSportNon ce n’è per nessuno: questo Arezzo sa vincere in ogni modo!

Non ce n’è per nessuno: questo Arezzo sa vincere in ogni modo!

Un Arezzo camaleontico che cambia modulo e ritmo ma resta sempre padrone del campo

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Non ce n’è per nessuno: questo Arezzo sa vincere in ogni modo!

Un Arezzo camaleontico che cambia modulo e ritmo ma resta sempre padrone del campo

Che sia stata una scelta obbligata o il frutto di un’intuizione geniale di Cristian Bucchi, una cosa è certa: questo SS Arezzo è diventato camaleontico. Si adatta a tutto e a tutti. Cambia pelle, cambia ritmo, cambia disposizione… ma alla fine porta sempre la partita dove vuole lui.

A inizio campionato avevamo imparato a riconoscerlo subito: gioco “a calice”, costruzione dal basso e lanci millimetrici di Niccolò Venturi o del nostro faro Filippo Guccione verso gli esterni alti. Loro si accentravano, si buttavano negli spazi, e da lì nascevano azioni dirette o seconde palle velenosissime. Un marchio di fabbrica.

Poi è arrivato il girone di ritorno. Gli avversari ci studiavano, si facevano trovare pronti, provavano a toglierci ossigeno. In alcune gare è mancato anche un vero incontrista strutturato. E allora? Nessun problema. Mister Bucchi ha tirato fuori un’altra soluzione: un “guastatore” offensivo, un player alto pronto a sporcare le linee, ad aggredire, a creare scompiglio. Una mossa che ha spalancato nuovi spazi per gli esterni e per la punta centrale.

È qui che si vede la grandezza di una squadra. Se gli avversari impostano e si sbilanciano, noi torniamo al calice: verticalizzazioni, ampiezza, ritmo. Se invece si chiudono e giocano bassi, ecco la “coppa”: il gambo si allunga, il fulcro si sposta a ridosso delle loro linee difensive. Recuperiamo palloni sporchi, li trasformiamo in occasioni pulite, e li colpiamo dove fa più male.

In poche parole? Non ce n’è per nessuno. Questo Arezzo ha imparato a leggere le partite, a soffrire quando serve e a graffiare al momento giusto. E quando una squadra sa fare tutto questo… per gli altri restano solo le briciole.

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Cesare Fracassi
Cesare Fracassi
Nato ad Arezzo nel 1946, in via Crispi 66, al suono della prima sirena del Fabbricone. Frequentò le elementari a Sant'Agnese, una scuola di vita e di battaglie. Dopo le medie, proseguì con il liceo classico e intraprese studi di medicina e giurisprudenza, completando tutti gli esami di quest'ultima. Calciatore dilettante, fondatore della squadra Tuscar Canaglia, sciatore agonistico e presidente della FISI provinciale. Esperienze lavorative: mangimista, bancario, consulente finanziario, orafo, advisor per carte di credito, ideatore della 3/F Card, registrata presso la SIAE (sezione Olaf n°1699 del 13/4/2000) con il titolo "Global System", agricoltore e, ora, pensionato.
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