Il campo largo ha deciso, e dopo settimane di “si dice, un si dice”, riunioni, telefonate e caffè corretti, è arrivato l’annuncio: Vincenzo Ceccarelli è il candidato sindaco per il Comune di Arezzo.
La notizia in città era già nell’aria da un pezzo. Il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e le altre liste collegate hanno trovato la quadra. Insomma, invece di litigare come i polli nel pollaio, stavolta hanno fatto squadra.
E mica si parla dell’ultimo arrivato. Ceccarelli c’ha sulle spalle un curriculum che un è lungo, è chilometrico: ex assessore regionale, già presidente della Provincia di Arezzo, e soprattutto sindaco giovanissimo di Castel San Niccolò nel 1985. Roba che all’epoca era il sindaco più giovane di tutta la Toscana. Altro che influencer.
La candidatura era già nell’aria, sì, ma ora è ufficiale. E ora viene il bello. Perché a Arezzo la partita amministrativa un è mai una passeggiata in Corso Italia: qui si gioca duro, tra centrodestra rodato e un centrosinistra che prova a ricompattarsi sotto il famoso “campo largo”.
La domanda che gira nei bar è una sola:
riuscirà l’esperienza a convincere gli aretini?
Di certo Ceccarelli un parte da zero. Conosce la macchina amministrativa, sa come funzionano i palazzi (quelli veri, non solo quelli del potere) e ha già governato. Ma le elezioni comunali son tutta un’altra storia: qui si vota la persona, il carattere, la fiducia.
Insomma, la campagna è partita.
E come si dice da queste parti: ora si vedrà chi c’ha più fiato… e chi saprà parlare alla città senza fare solo chiasso.


