Arezzo e Ravenna si dividono la posta e il risultato finisce per favorire i toscani, che mantengono 7 punti di vantaggio sui romagnoli quando mancano nove giornate al termine. Inoltre, i ravennati dovranno osservare il turno di riposo dovuto alla radiazione del Rimini.
Alla vigilia si ipotizzava una gara in cui gli ospiti si sarebbero presentati ad Arezzo attaccando a testa bassa, consapevoli che solo la vittoria avrebbe potuto riaprire la lotta per la promozione diretta. Mandorlini, invece, abbandona il 3-5-2 e schiera i suoi a specchio rispetto ai toscani.
Pronti via e la gara si indirizza subito verso il nervosismo. Molti i falli, anche se non cattivi, da entrambe le parti, e il signor Madonia, arbitro esperto per la categoria, non ne lascia correre nessuno. Il gioco risulta spezzettato, ma il direttore di gara riesce a tenere in mano una partita molto tesa.
Il Ravenna lascia l’iniziativa all’Arezzo, con l’idea di colpire in contropiede. Gli uomini di Bucchi gestiscono il pallone ma non riescono ad affondare, sia per non scoprirsi troppo sia per la solidità difensiva degli ospiti, pronti a chiudere ogni varco.
Il primo episodio chiave arriva al 19’, quando la panchina del Ravenna richiama l’attenzione dell’arbitro al FVS per un contatto in area tra Gilli e Fischnaller. Il direttore di gara, ben posizionato, lascia correre e la verifica conferma la decisione iniziale.
Al 33’ nuovo FVS richiesto dagli ospiti per un contatto in area tra Chierico e Spini. Questa volta l’arbitro, correttamente, decreta la massima punizione: Chierico aveva sgambettato l’avversario poco dentro l’area. Dal dischetto Fischnaller non sbaglia e porta avanti il Ravenna.
La prima frazione si chiude dopo sei minuti di recupero, anche a causa di ulteriori verifiche senza esito. Un primo tempo molto nervoso, con due squadre tecniche e consapevoli della posta in palio.
Nella ripresa il copione non cambia. Il Ravenna arretra il baricentro e l’Arezzo è chiamato a costruire il gioco alla ricerca del pareggio. Gli amaranto, però, faticano a impensierire Poluzzi: troppi errori in impostazione e, quando riescono a entrare in area, la difesa ravennate è sempre attenta.
Bisogna attendere quasi la mezz’ora per vedere un’azione degna della miglior versione dei padroni di casa. Azione prolungata, palla sulla fascia per Righetti che crossa in area: Esposito sfiora di testa, sulla respinta arriva Cianci che, sempre di testa, supera Poluzzi e firma l’1-1. Lo stadio esplode.
Il pareggio galvanizza l’Arezzo, che cresce nel finale, mentre il Ravenna accusa il colpo. Le grandi occasioni non sono molte, ma la sensazione è che i padroni di casa possano accontentarsi di un punto che li avvicina ulteriormente alla promozione.
All’ultimo secondo, un tiro di Viviani da fuori area colpisce il palo e attraversa tutta la linea di porta. Sarebbe stato il suggello del campionato, ma il pareggio è il risultato più giusto.
Da segnalare la spettacolare scenografia prepartita della Curva Minghelli, ispirata alla Giostra del Saracino con gli stemmi delle casate dei Quartieri.
Archiviato il pari, la mente è già a mercoledì, quando l’Arezzo sarà atteso da un’altra sfida di cartello contro la Ternana.


