Alla fine s’è fatto tardi, ma il nome è uscito. E come spesso succede da queste parti, prima della politica è arrivata la tavola. Una cena, una foto di gruppo e il dado è tratto: il centrodestra aretino ha scelto il suo candidato sindaco. È Marcello Comanducci.
L’annuncio lo ha fatto lui stesso sui social, pubblicando la foto del tavolo dove sono riuniti i principali rappresentanti dei partiti del centrodestra provinciale. Tutti seduti, sorrisi di circostanza e aria da riunione dove, alla fine, qualcuno ha detto: “Va bene, si fa così”.
Accanto a Comanducci, nella foto, si vedono anche Gianfrancesco Gamurrini, che pochi giorni fa aveva annunciato insieme a lui la candidatura, e Piero Melani Graverini, che ha già fatto sapere di voler mettere in campo una lista a sostegno del candidato della coalizione.
Insomma, il centrodestra prova a presentarsi compatto. O almeno così pare dalla foto: tutti attorno allo stesso tavolo, come nelle migliori tradizioni politiche aretine, dove spesso le decisioni importanti nascono più tra un bicchiere e una stretta di mano che in qualche congresso ufficiale.
Nel messaggio pubblicato insieme allo scatto, Comanducci non gira troppo intorno alle parole:
«È tempo di responsabilità e di passare ai fatti. Arezzo merita direzione, concretezza e visione. Ora tutti al lavoro».
Tradotto dal politichese: la campagna elettorale è partita.
Adesso però viene il bello. Perché una cosa è mettersi d’accordo a tavola, un’altra è convincere gli aretini quando arriverà il momento di mettere la croce sulla scheda.
E lì, si sa, non basta la foto di gruppo. Servono voti. E pure parecchi.


