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📄 FONTE comunicato stampa del Comune di Arezzo
Arezzo – Negli ultimi mesi di vita amministrativa della Giunta Ghinelli succede una cosa curiosa: in Comune sembra essere partita una specie di tombolata delle poltrone. Una dietro l’altra, senza quasi prendere fiato. Concorsi, nomine, dirigenti, direttori… manca solo il banditore col campanello.
A far notare la strana “pioggia di bandi” è il consigliere comunale Michele Menchetti, che si chiede — con una certa malizia ma pure con qualche ragione — perché dopo sei anni di calma relativa, proprio adesso sia scoppiata tutta questa improvvisa voglia di sistemare incarichi e dirigenti.
Nel giro di poco tempo partiranno il bando per il comandante-dirigente della Polizia Municipale, quello per la Fondazione Guido d’Arezzo, quello per la Fraternita dei Laici e, come se non bastasse, pure una bella riorganizzazione degli uffici comunali con nuove Posizioni Organizzative per Stabili, Impianti e Strade. E all’orizzonte c’è pure la questione del Suap.
Insomma: sembra l’ultimo giro prima che spengano le luci.
La domanda che aleggia nei corridoi — e che Menchetti mette nero su bianco — è semplice: perché tutta questa fretta proprio adesso, a pochi mesi dalle elezioni comunali?
Prendiamo il caso della Polizia Municipale. Il comandante Aldo Poponcini, secondo gli atti, sarebbe potuto rimanere al suo posto fino alla fine del mandato del sindaco. E invece no: via con il concorso per un dirigente-comandante nuovo di zecca.
E qui nasce il dubbio: è finita la fiducia? Oppure si è cambiata idea per l’ennesima volta sull’organizzazione della macchina comunale?
Perché il copione negli anni è stato questo: prima un dirigente-comandante, poi un funzionario-comandante, adesso di nuovo un dirigente-comandante. A questo punto manca solo il comandante a estrazione del Lotto.
Nel frattempo l’assessore al personale ha festeggiato con toni quasi trionfali una decisione del Tar che ha semplicemente respinto la sospensiva del bando. Tradotto dal linguaggio giuridico: il concorso per ora va avanti, ma il giudizio sul merito deve ancora arrivare.
Quindi la partita non è affatto chiusa, nonostante le trombe della fanfara amministrativa.
Anzi: sul tavolo restano anche gli esposti presentati ad Anac e alla Corte dei Conti. E se domani il Tar dovesse ribaltare tutto? Domanda semplice: chi paga il conto di eventuali risarcimenti?
Menchetti, con una punta di ironia, un consiglio lo dà all’assessore: magari usare lo stesso entusiasmo e la stessa velocità anche quando si tratta di rispondere alle interrogazioni dei consiglieri comunali.
Perché per ora — a sentir lui — sulle poltrone si corre come al Palio. Sulle risposte, un po’ meno.
E intanto ad Arezzo resta una sensazione diffusa: più che una normale amministrazione di fine mandato, sembra il classico trasloco fatto in fretta… prima che arrivino i nuovi inquilini.


