Ad Arezzo la campagna elettorale non è ancora entrata nel vivo, ma il cinema politico è già partito col botto. A far saltare sulla sedia il campo progressista è stata la candidatura del civico Marcello Comanducci, che nel frattempo ha rimesso insieme il centrodestra e allargato pure ai civici. Tradotto: dall’altra parte qualcuno ha iniziato a sudare freddo.
L’alleanza che si è battezzata “Arezzo Partecipa” ufficialmente ha già il suo candidato, Vincenzo Ceccarelli. Ma dietro le quinte il clima pare quello della riunione di condominio quando si deve rifare il tetto: tutti parlano, nessuno vuol pagare.
E così, mentre qualcuno invoca le primarie, qualcun altro fa notare che il tempo ormai è quello che è. E quando le primarie non si fanno, in politica spesso spuntano i pontieri: quelli che telefonano, parlano, trattano e cercano di rimettere insieme i pezzi.
Ed ecco che torna a girare un nome che ad Arezzo si conosce bene: Marco Donati. Un ritorno che per qualcuno sarebbe la soluzione per mettere d’accordo tutti. Per altri invece l’ennesimo giro di valzer.
Nel frattempo le chiacchiere corrono veloci. Si parla di passaggi tra Roma e Firenze, di trattative riservate e di una possibile scadenza: venerdì. Insomma, pochi giorni per capire se il campo largo trova la quadra o se continuerà a litigare sul pallone.
E poi c’è la voce che ha fatto alzare più di un sopracciglio: quella di un possibile super incarico di consulenza in Regione accanto al presidente Giani per Ceccarelli. Roba che nei corridoi della politica chiamano “incarico prestigioso”, mentre al bar la traducono con parole decisamente più colorite.
Sui social, manco a dirlo, è partito il festival dei commenti.
C’è chi sospira:
“Che casino… se questa è democrazia serve un civismo dal basso alternativo a tutto questo caos”.
E chi invece la butta sul portafoglio:
“Quindi se ho capito per candidare Donati noi dobbiamo pagare un super posto con mega stipendio per segare Ceccarelli? E io pago!!”.
Alla fine è arrivata anche la replica dello stesso Ceccarelli, che sotto al post di Teletruria non l’ha presa proprio alla leggera:
“Vedo che a Teletruria continuano a dare notizie particolarmente creative… ma sono decisamente male informati”.
Tradotto dal politichese: qui qualcuno sta raccontando storie.
Insomma, mentre il centrodestra sembra aver già messo il candidato in vetrina, nel campo largo la sensazione è che si stia ancora apparecchiando la tavola. E ad Arezzo, si sa, quando la politica entra in cucina… spesso volano i piatti.


