In città è spuntata un’altra lista civica, ché pare ormai le facciano più veloci delle schiacciate alla sagra. Si chiama FARE, tutta arancione con un po’ d’amaranto buttato lì per fa’ contenti i tifosi, e dietro c’è la coppia Comanducci-Gamurrini, che s’è messa in testa di rimettere Arezzo “al centro”.
Almeno così dicono loro.
La presentazione è arrivata con tanto di assemblea, simbolo nuovo di pacca e discorsoni sui social. Il messaggio è chiaro: Marcello Comanducci prova la corsa a sindaco e Gianfrancesco Gamurrini, che di Palazzo Cavallo conosce pure i sassi, gli dà la spinta civica… e magari qualcosa di più se l’operazione va in porto.
Il logo? Arancione bello acceso con la AR evidenziata amaranto, perché qui si fa politica ma un occhio al pallone non si leva mai. Il verbo “fare”, spiegano, vuol dire concretezza, maniche rimboccate e idee. Tradotto dal politichese: ora si vede se fanno davvero qualcosa o se resta solo il verbo.
All’assemblea all’hotel di piazza Guido Monaco s’è presentata un centinaio e mezzo di persone, tra curiosi, sostenitori e quelli che volevano capì se la nuova lista manda davvero in pensione la vecchia Ora Ghinelli, civica che per anni ha fatto il bello e il cattivo tempo.
Intanto nel centrodestra l’aria è quella di quando si apparecchia la tavola ma i posti non bastano per tutti: liste civiche che spuntano come funghi, qualche maldipancia tra moderati e centristi e tutti che cercano di capire dove sedersi quando si parlerà di poltrone vere.
Per ora la parola d’ordine è FARE.
Poi, come sempre in politica aretina, si vedrà se dopo il verbo arriva anche il resto della frase.


