Alla presentazione della nuova impresa sociale K2B, venerdì 13 marzo, invece dei soliti sorrisi di circostanza è spuntata subito una polemica che ha fatto storcere più di qualche naso. A sollevarla sono CISL e UIL di Arezzo, che si sono viste escluse dall’invito al convegno nonostante siano tra le organizzazioni che hanno firmato l’accordo di fusione che ha dato vita al nuovo soggetto.
Nel comunicato diffuso dopo l’evento, il segretario confederale CISL Mauro Cerofolini e il coordinatore provinciale UIL Cesare Farinelli, insieme alle categorie interessate, hanno preso atto della scelta degli organizzatori. Una scelta che — sottolineano — ha portato all’invito di rappresentanti istituzionali e del segretario generale della CGIL aretina, lasciando però fuori le altre sigle confederali firmatarie dell’accordo.
Nonostante l’esclusione, CISL e UIL assicurano che continueranno a svolgere il proprio ruolo di rappresentanza all’interno della nuova realtà aziendale. «Prendiamo atto — dichiarano Cerofolini e Farinelli — che agli albori della propria attività questo nuovo soggetto aziendale ha scelto chiaramente i propri interlocutori. Da parte nostra continueremo a lavorare con responsabilità per la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori».
Un messaggio che i due sindacati spiegano di voler condividere anche con i dipendenti, ribadendo l’impegno nella tutela degli iscritti e dei lavoratori che opereranno nella nuova cooperativa.
Alla nota di CISL e UIL è arrivata però la replica di K2B, che respinge la ricostruzione e parla di «stupore e rammarico». La cooperativa chiarisce innanzitutto che non è stata invitata alcuna forza politica al convegno di presentazione, contrariamente a quanto riportato nel comunicato sindacale.
All’evento — spiegano — erano presenti dirigenti nazionali e regionali del sistema cooperativo, rappresentanti istituzionali come Regione Toscana, Asl Tse, Camera di Commercio e Comune di Arezzo, oltre a esponenti del sistema creditizio.
Per quanto riguarda la presenza sindacale, la scelta di invitare la CGIL sarebbe stata dettata da un criterio di maggiore rappresentatività all’interno della nuova realtà. I panel della giornata prevedevano pochi interventi e — spiegano da K2B — non era possibile inserire tre rappresentanti sindacali nello stesso spazio di confronto.
«Se il sindacato maggiormente rappresentativo in K2B fosse stata la CISL — scrive la cooperativa — avremmo invitato la CISL. Se fosse stata la UIL, ci saremmo rivolti alla UIL».
La cooperativa conclude comunque con toni concilianti, apprezzando la volontà delle due organizzazioni di continuare a svolgere il proprio ruolo sindacale e ribadendo che cooperativa e sindacati condividono una stessa priorità: la valorizzazione del lavoro.
Insomma, una presentazione partita con qualche scintilla. E se il buongiorno si vede dal mattino, ad Arezzo il dialogo tra nuova cooperativa e sindacati promette di non essere proprio una passeggiata.


