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Ai Stories: Iolitigo

Una satira grottesca su un’app che regola e monetizza i litigi nella società contemporanea

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Ai Stories: Iolitigo

Una satira grottesca su un’app che regola e monetizza i litigi nella società contemporanea

Hai sentito la novità? Da oggi, per litigare, serve la marca da bollo. Minimo! Se vuoi litigare, prima di litigare, devi andare in tabaccheria e comprare una marca da bollo da 16 euro per un litigio semplice, verbale, senza conseguenze. Devi caricarla nell’applicazione. Tenerla sempre pronta.

Ma come… non lo sai dell’applicazione?

L’applicazione si chiama Iolitigo. Senza l’applicazione non si fa niente. Cioè, se vuoi, si fa, devi mostrare la marca da bollo al giudice, dimostrare che l’hai acquistata prima del litigio, ma sai che fastidio! Scaricala, subito, vedrai che ti serve!

La scarichi, le dai il permesso di accedere al microfono, almeno, meglio se anche alla videocamera, e ci metti dentro la marca da bollo che hai acquistato in tabaccheria. Io ne tengo sempre 3 o 4 pronte, non si sa mai, la gente è nervosa al giorno d’oggi. Poi, quando litighi, l’applicazione si attiva in automatico – registra tutto, attento! -, riconosce la marca da bollo e ti dà agio di litigare in tutta tranquillità per 30 minuti. Una marca da bollo da 16 euro vale 30 minuti di litigata, anche pesante, con brutte parole, ma solo verbale, mi raccomando.

Se hai l’applicazione, e hai pagato la marca da bollo, puoi litigare con assoluta tranquillità: non ti possono citare in giudizio, non ti possono fare niente. Possono litigare con te, se vogliono, ma devono aver pagato la marca da bollo, se no passano dalla parte del torto e sei tu che li puoi citare in tribunale. E ci guadagni anche qualche euro per il danno.

Guarda che se litighi senza l’applicazione puoi passare un guaio! Intanto una multa, salata. Perché se quello con cui litighi ha l’applicazione, l’applicazione si accorge subito se tu non ce l’hai, perché comunicano tra loro, capito?, le applicazioni, col bluethooth, forse, con l’intelligenza artificiale, anche, oppure no, non lo so. Comunque funziona.

Se lui ti mena, per dire, perché ha pagato la marca da bollo da 50 euro che permette anche di fare a botte, poche, senza strascichi pesanti in ospedale, ma insomma un naso rotto, un dente scheggiato ci può anche stare, e tu non hai l’applicazione, ti può citare per danni e così, appena esci dall’ospedale ti tocca fermarti in tribunale. E pagargli il danno.

È uno spettacolo! Funziona benissimo. Iolitigo è tecnologia estrema! Costa, per carità, e costa tanto ma almeno ti dai una regolata e litighi proprio quando serve, quando non ne puoi fare a meno. E se vuoi picchiare qualcuno lo picchi e non ci stai a pensare sopra. Una marca da bollo e via. Gli vuoi rompere un braccio? Una gamba? 200 euro e sei a posto. E lui/lei non ti può fare niente, capito!

Scaricala! E vai in palestra, se no sei del gatto, con la gente che c’è in giro oggi!

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Gianni Micheli
Gianni Michelihttp://www.giannimicheli.it
Gianni Micheli Giornalista, scrittore, regista, attore, musicista e collezionista di storie. Sulla carta, sul web, in teatro e a scuola, ha una particolare predilezione per la scrittura creativa, la drammaturgia dedicata all’infanzia, la multiculturalità e per il teatro civile. Dal 2012 è uno degli autori della Staffetta di Scrittura Creativa organizzata da BiMed (Biennale della Scienze e delle Arti del Mediterraneo). Nel 2020 è uscito Testone il piccione, Vertigo Edizioni. Nel 2021 con Lezioni d’amore e di chitarra, Edizioni Helicon. Ha collaborato, tra gli altri, con Stefano Massini, Ottavia Piccolo, Amanda Sandrelli, Dario Brunori, Margherita Vicario, Moni Ovadia, Marisa Fabbri. È apparso sulla Rai e La7. Parte dello staff di Officine della Cultura è responsabile dell’ufficio stampa di alcuni importanti festival nazionali. È tra i fondatori dell’Orchestra Multietnica di Arezzo. www.giannimicheli.it - www.giannimicheli.eu
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