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📄 FONTE comunicato stampaConfartigianato Arezzo
C’è chi la chiama superstrada, ma ormai per molti è diventata la strada della pazienza. La Arezzo–Monte San Savino, nel tratto tra Montagnano e Alberoro, continua a essere un percorso a ostacoli fatto di corsie chiuse, deviazioni e traffico impazzito. E la domanda che rimbalza tra automobilisti, camionisti e imprenditori è sempre la stessa: ma quando finisce questa storia?
La doppia corsia è chiusa da anni e come se non bastasse si è aggiunto pure il ponte di Montagnano serrato, con il traffico – compreso quello pesante – dirottato altrove. Risultato? File, rallentamenti e una zona industriale che si ritrova invasa da camion e mezzi pesanti.
A tornare alla carica è Confartigianato, che già mesi fa aveva scritto all’Anas chiedendo interventi e tempi chiari. Perché i lavori saranno anche necessari, ma quando si trascinano all’infinito diventano un problema serio per chi lavora e deve muoversi tutti i giorni.
Il paradosso è che la riapertura del ponte era prevista per il 31 ottobre 2025. Oggi siamo ben oltre quella data e, nonostante i lavori sembrino praticamente finiti, la viabilità continua a restare quella di un cantiere permanente.
“Così non si può andare avanti – sbotta Luca Parrini, presidente di Confartigianato zona Valdichiana –. Serve un intervento urgente per ristabilire un normale flusso di traffico”.
Nel frattempo le conseguenze si vedono ogni giorno: strade rovinate dal passaggio continuo dei mezzi pesanti, code nelle ore di punta e rischi sempre maggiori per la sicurezza.
Insomma, tra imprese e cittadini il clima è chiaro: la pazienza è finita. Perché un territorio che lavora e produce non può restare ostaggio di una strada che da troppo tempo sembra non voler tornare normale.



Il vergognoso silenzio sule modalità di gestione delle infrastrutture di ANAS è sconvolgente.
L’avessero fatto i comuni (qualsiasi) o la Provincia Apriti Cielo e spalancati terra con interrogazioni, comitati conteggi sulle durate dei cantieri e contestazioni per qualche giono in piu che fisiologicamente accade.
Ad ANAS no, nulla di tutto questo, tutto è concesso, non sapere quando iniziano ne tantomeno finiscono i lavori, chiusura delle strade improvvise, (sono gli unici che quando nevica con le sbarre chiudono l’accesso alla E45 dirottando il traffico sulle altre strade regionali, provinciali e comunali), come se su queste ultime la neve non cadesse.
Sono quelli che hanno in teoria un budget infinito ma non si resce a capire quanto ce n’è disponibile ogni anno per una provincia.
Però tutti gli altri devono tenerer le strade aperte ed efficienti, loro no, mettono dal mattino alla sera due transenne e tengono mesi la 4 corsie palazzo del pero – le ville chiusa senza farci nulla.
La 4 corsie del Monte San Savino penso siano quasi 2 anni che è ad una corsia senza interventi in corso in quel punto.
Ma quando criticate puntualmente per una buca, guardatevi attorno e abbiate il coraggio di criticare anche i crateri.