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📄 FONTE comunicato stampa Scelgo Arezzo
Alla Chiassa Superiore ormai s’è capito: se vuoi telefonare, meglio mandare segnali di fumo. Tanto il risultato è lo stesso. Il campo un c’è, e se c’è dura meno d’un gelato al sole.
E pensà che l’estate scorsa dal Comune pareva dovesse arrivare la rivoluzione: piani, programmi, parole belle… roba che quasi ci si credeva. E invece? Nulla. Silenzio. Anzi no, manco quello, perché pure il silenzio lì un prende.
A mette il dito nella piaga son Marco Donati e Alessandro Meucci, che ricordano come da anni i cittadini segnalino problemi grossi come una casa… e ricevano in cambio risposte piccine piccine, quando arrivano.
Poi c’è il ponte. Sempre lui. Più famoso delle promesse della politica, ma utile molto meno. Se ne parla, se ne riparla, ma alla fine resta lì, come un soprammobile rotto: tutti lo vedono, nessuno lo sistema.
Intanto alla Chiassa si vive così: senza segnale, con un ponte che fa più paura che servizio e con la sensazione che, per il Comune, la frazione sia tipo l’ultimo pensiero della giornata… se va bene.
“È inaccettabile,” dicono Donati e Meucci. E viene da dire: meno male che qualcuno se n’è accorto, perché da queste parti lo sanno già da un pezzo.
La richiesta? Roba semplice semplice: telefoni che funzionino, un ponte sicuro e, magari, anche qualche risposta seria. Ma a giudic areda come vanno le cose, forse è più facile che alla Chiassa arrivi il Wi-Fi coi piccioni viaggiatori.


