Arezzo – O gente, qui s’è passati dalla bolletta del gas alla caccia al tesoro, ma senza premio finale, eh. Anzi, il premio sei te che paghi due volte se sbagli strada.
Parte tutto con ‘sto famoso “conguaglio PCS convenzionale”. Già il nome pare una roba da ingegneri della NASA, ma invece t’arriva in buca delle lettere, tra la pubblicità del materasso e il volantino del prosciutto in offerta. E lì, apri… e ti prende un leggero mancamento.
Il conguaglio che un lo capisce manco chi l’ha scritto
Federconsumatori Arezzo ha chiesto un incontro a Estra Energie per capirci qualcosa.
Perché il problema è semplice: ti dicono che forse puoi non pagare tutto (prescrizione), però per capirlo devi fare un percorso a ostacoli manco fossi alle Olimpiadi.
– Pagopa? “Paghi la differenza”… ma dove? come? quando? boh.
– RID? “Un ti si addebita tutto”… ma poi ti danno un IBAN senza dirti cosa scrivere.
– Scadenza? Durante Pasqua, così tra un uovo e una colomba tu ti studi il diritto amministrativo.
Insomma, più che una bolletta, pare una escape room. Solo che invece di uscire, entri nel panico.
E i più fragili? Arrangiati
Il bello (si fa per dire) è che tanti utenti sono in Maggior Tutela, gente magari anziana, senza banca sotto casa. Ora, con la desertificazione bancaria, per pagare devi fare il pellegrinaggio tipo Via Francigena, ma senza timbro finale.
E se sbagli? O paghi di più o perdi un diritto. Roba che uno dice: “Sai che c’è? Pago e sto zitto.” Ed è proprio lì il punto: la confusione costa… e paga sempre il cittadino.
E quando pensi “peggio di così un si può”…
ZAC! Colpo di scena degno di una telenovela.
Arriva la notizia del 3 aprile: alcune bollette… erano sbagliate.
Sì, avete capito bene.
Tra l’11 e il 19 marzo, il famoso PCS (che già pareva una formula magica di Harry Potter) era errato. Risultato? Fatture da annullare.
L’azienda ha detto:
– “Abbiamo annullato tutto”
– “Rimandiamo le bollette giuste”
– “Tranquilli, se avevate il RID un s’è preso nulla”
E meno male, verrebbe da dire.
Ma chi ha già pagato?
“Contattate il servizio clienti” (che tradotto: mettiti comodo, prendi un numerino e spera che qualcuno risponda prima della pensione).
Qui non è più questione di gas, è questione di pazienza.
Tra conguagli che paiono indovinelli, pagamenti misteriosi e bollette fantasma, il cittadino medio ormai quando vede la busta di Estra Energie fa come davanti a un film horror: la apre piano… e spera nel lieto fine.
Spoiler: il lieto fine un c’è quasi mai.
E allora si va avanti così, tra un “ma icché vuol dire?” e un “vabbè pago e via”, in attesa della prossima puntata.
Che tanto, tranquilli… arriva. 😅


