Fino a quando incontravamo squadre aperte riuscivamo a primeggiare, oppure sfruttavamo i cambi di ritmo nei secondi tempi, nei quali eravamo più preparati anche atleticamente. Poi, soprattutto in casa, dove le avversarie si chiudevano, abbiamo sbagliato nella fase conclusiva, tirando poco nello specchio della porta e, in diversi casi, facendoci gol da soli.
Io avevo pronosticato 83 punti con due vittorie, in trasferta e in casa, contro il Rimini. Siamo invece a 71: mancano quindi 6 punti, ma forse non basteranno!
L’infortunio di Renzi ha arretrato Pattarello di circa un quadrante di campo, una quindicina di metri più indietro. Il “carrello” di sinistra, con Righetti, Chierico e Tavernelli, ci ha comunque dato diversi spunti. Gli inserimenti di Varela, a risultato sbloccato, si sono rivelati più volte decisivi per chiudere le partite, ma sempre con spazi e contro squadre non chiuse.
Se analizziamo la formazione, però, escluso il portiere e la staffetta del centravanti, è sostanzialmente quella dello scorso anno. E i nuovi innesti, anzi, hanno portato meno corsa e meno cambi di ritmo: sembra una squadra che va a inerzia, più d’istinto che con schemi chiari. Anche la mancanza di tranquillità pesa, portandoci a sbagliare davanti e a commettere errori pesanti dietro.
Guardando il bicchiere mezzo pieno, siamo ancora in testa a tre giornate dalla fine. Ma i 12 punti recuperati dagli avversari pesano, e tanto: valgono milioni.
Foto: S.S. Arezzo


