Arezzo – Stavolta la situazione era diventata davvero insostenibile. Anni di paura, botte e minacce, fino a quando una donna anziana ha trovato il coraggio di dire basta e denunciare tutto. E da lì, la Polizia di Stato si è messa subito al lavoro.
Nel mirino degli agenti è finito un quarantenne aretino, accusato di aver reso la vita della madre un inferno. Non solo maltrattamenti continui, ma anche richieste di soldi ottenute con la forza e le minacce, spesso per comprarsi la droga. La donna viveva nel terrore, tanto da chiudersi a chiave in camera per sentirsi un minimo al sicuro quando il figlio era in casa.
L’episodio più grave? Un’aggressione violenta, con tanto di pugno in faccia e la minaccia di buttarla giù dal balcone se non gli avesse dato altri soldi. Una scena che da sola racconta tutto il clima che si respirava tra quelle mura.
Dopo l’ennesimo ricovero, la donna ha deciso di denunciare, attivando il “codice rosso”. Gli investigatori della Squadra Mobile hanno raccolto testimonianze e documenti, ricostruendo una lunga scia di abusi. Alla fine è scattato il provvedimento: l’uomo è stato allontanato da casa e non potrà più avvicinarsi alla madre.
Ma non è finita qui. Sempre nella stessa giornata, gli agenti sono intervenuti anche su un altro caso pesante. Un cittadino albanese, già ai domiciliari per maltrattamenti, ha continuato a perseguitare e picchiare l’ex compagna. Nemmeno la presenza della figlia minore lo ha fermato.
Nel giorno di Pasqua, dopo l’ennesima lite degenerata in violenza e minacce di morte, è partita la chiamata al 112. Le volanti sono intervenute subito, trovandosi davanti a una situazione già tristemente nota.
A quel punto il giudice ha deciso di stringere la misura: niente più domiciliari, per lui si sono aperte le porte del carcere.
Due storie diverse, stesso copione: violenza dentro le mura di casa. E ancora una volta, grazie alla denuncia e all’intervento delle forze dell’ordine, si è riusciti a fermare una spirale che poteva finire anche peggio.


