O via, questa è roba da raccontalla al bar: l’Unoaerre Industries S.p.A. è finita addirittura sopra un francobollo dello Stato! Mica bruscolini eh… roba seria, di quelle che fanno dire “oh, ma allora s’era boni davvero”.
Giovedì 9 aprile 2026 lo Stato italiano gli ha fatto tanto di inchino, infilando l’azienda aretina nella serie “Le Eccellenze del sistema produttivo e del Made in Italy”. Tradotto: tra i meglio che c’abbiamo, e un c’è manco da discutere.
E ci sta tutto, perché questa ditta, nata nel ’26 qui ad Arezzo, un è solo una fabbrica: è un pezzo di storia nostra. Gente che da più di cent’anni lavora l’oro come si deve e l’ha portato in giro per il mondo. E non roba qualsiasi, ma le fedi nuziali… quelle che ti metti al dito e speri che durino più del mutuo.
Il francobollo poi? Bellino davvero: due fedi incrociate, sfondo elegante e pure un sigillo dorato che fa la sua figura. Insomma, una cosina fatta con gusto, come ci s’aspetta da chi con l’oro ci campa da una vita.
E senti qui: ne hanno stampati poco più di 250mila pezzi, mica milioni. Roba che i collezionisti già si sfregano le mani. Tra folder, tessere e buste “primo giorno”, c’è da farci un corredo quasi quanto quello del matrimonio.
Ma la cosa più bella, a dirla tutta, è che questa un è solo una storia di francobolli e celebrazioni. È la storia di Arezzo che lavora, che inventa, che tiene botta e che, senza troppi fronzoli, continua a fa’ cose che il mondo ci invidia.
Insomma, o via: stavolta s’è fatto proprio un figurone. E c’è da essene anche un po’ orgogliosi, diciamocelo senza vergogna.


