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Favole dell’abbandono: Che puzza

Una piccola ribellione profumata contro l’indifferenza quotidiana

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Favole dell’abbandono: Che puzza

Una piccola ribellione profumata contro l’indifferenza quotidiana

Che puzza! La sentiva perfino dal suo quarto piano. Un odore nauseante che entrava dalla finestra del bagno e si propagava per l’intera casa. Puzza di stantio, di marcio, di smog, di abbandono, di trascuratezza.
Puzza di polvere, di sporco incrostato, dimenticato, saldato alle cose.
– Facciamo qualcosa! – disse un giorno all’intera apparecchiatura del bagno, lei, dispenser di un sapone liquido, morbido e profumatissimo, dal colore sopraffino dell’oro striato da baci e carezze.
Il deodorante si tirò subito indietro.
– Sto finendo -, disse infilandosi nell’armadietto.
Le boccette dei profumi risposero in blocco un chiaro e definitivo “No!”. Non noi: troppo preziosi, troppo costosi, troppo raffinati per finire sulla strada come una qualunque ciabatta abbandonata.
Bagnodoccia, bagnoschiuma e saponi vari furono possibilisti ma poi, alla fine, a cosa sarebbe servito?
– Restiamo qui, tranquilli, facciamo quello che dobbiamo fare. Perché la puzza in strada dovrebbe essere un nostro problema?
Gli asciugamani rincararono la dose:
– La strada ha fatto qualcosa per noi?
“Ecco com’è” pensò il dispenser. “Tutti che pensano a sé stessi. Di questo passo nulla di nuovo potrà mai accadere. Nulla di bello!”.
Rotolò in strada una mattina di primavera. Fuori pioveva, sembrava un temporale. Riuscì nell’impresa agganciandosi allo zaino scolastico con le ruote di uno dei piccoli fruitori di quel bagno. Fu più facile di quanto aveva immaginato.
L’aria, fuori, friggeva di un sapore gommoso. Non sapeva da dove iniziare ma, alla fine, sapeva che non importava.
Iniziò. Erogò. Saponò.
Lavò e profumò fin dove le fu possibile. Fin quando le fu possibile. Con l’acqua del temporale che le schiumava addosso, riempiendola di piccole e fragili bolle nere.
Deterse l’ambiente che la circondava fin quasi a mezzogiorno. Poi, svuotata, si accasciò accanto al marciapiede. Era stanca. Era, in parte, felice.
Respirò a fondo. L’aria era quella che voleva lei.
Aveva fatto il possibile. Non c’era altro da fare.

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Gianni Micheli
Gianni Michelihttp://www.giannimicheli.it
Gianni Micheli Giornalista, scrittore, regista, attore, musicista e collezionista di storie. Sulla carta, sul web, in teatro e a scuola, ha una particolare predilezione per la scrittura creativa, la drammaturgia dedicata all’infanzia, la multiculturalità e per il teatro civile. Dal 2012 è uno degli autori della Staffetta di Scrittura Creativa organizzata da BiMed (Biennale della Scienze e delle Arti del Mediterraneo). Nel 2020 è uscito Testone il piccione, Vertigo Edizioni. Nel 2021 con Lezioni d’amore e di chitarra, Edizioni Helicon. Ha collaborato, tra gli altri, con Stefano Massini, Ottavia Piccolo, Amanda Sandrelli, Dario Brunori, Margherita Vicario, Moni Ovadia, Marisa Fabbri. È apparso sulla Rai e La7. Parte dello staff di Officine della Cultura è responsabile dell’ufficio stampa di alcuni importanti festival nazionali. È tra i fondatori dell’Orchestra Multietnica di Arezzo. www.giannimicheli.it - www.giannimicheli.eu
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