Arezzo – Oh ragazzi, qui s’è toccato il fondo… o meglio il fosso: quest’anno un gli è scappato nemmeno il rospo più tonto. Tutti presi, accompagnati e messi a destino come figlioli alla gita scolastica.
È finita la famosa operazione “Bufo Bufo” (che pare una parolaccia ma invece è roba seria davvero), e il conto è da capogiro: più di 1200 rospi salvati. Mille e rotti, tra maschi, femmine e coppiette… che pare quasi una sagra.
Più precisamente 1251, ma un si sta a guardre il capello… o la verruca.
Di notte, mentre il resto della popolazione ronfa o smadonna davanti alla televisione, questi santi subito vanno a giro per le strade con la pila in mano a raccattà rospi. Sotto l’acqua, col freddo, col vento… roba che manco i cinghiali ci starebbero.
E i rospi? Loro belli tranquilli, in processione, che devono andare a fare l’ova negli stagni. Però attraversano la strada come se fossero in salotto… e lì zac! rischiano di finì spiaccicati. E allora arrivano i volontari: li pigliano, li portano di là e via, servizio navetta anfibi.
Il capo di tutta ‘sta banda, il Cortonesi, ormai è più conosciuto dai rospi che dal vicinato.
(che ormai i rospi lo salutano per nome) Dice che quest’anno s’è partiti prima perché il tempo ha fatto il bischero: caldo, pioggia e via andare… e i rospi: “Oh si va ragazzi!” manco avessero il gruppo WhatsApp.
E la gente? Oh, incredibile ma vero: s’è svegliata! C’è chi segnala, chi raccatta, chi consegna… praticamente Arezzo è diventata la capitale mondiale del “passami un rospo”.
Non è fnita qui, eh! Ora si passa all’estate, che pare un sequel: “Bufo Bufo 2 – Il ritorno del girino assetato”. Perché con il caldo gli stagni si seccano e bisogna salvare anche i piccoli girini. Una roba senza tregua, peggio delle zanzare.
E dulcis in fundo… in un cantiere è saltato fuori anche un tritone crestato. Roba rara forte, tipo trovare un tesoro etrusco sotto casa. A questo punto manca solo che escano fuori rospi col casco e patentino e s’è fatto bingo.
Morale della favola: mentre noi si corre come strulli dietro al parcheggio e alle bollette, c’è chi passa le notti a salvarerospi.
E via… almeno loro, quando attraversano, un guardano il telefono.


