Alò, ma questo un se ferma mai. Roberto Meocci, classe ’66, di Sinalunga ma ormai de casa tra Arezzo e dintorni, s’è beccato altri 4 anni di galera. Sì, hai capito bene: el cosiddetto “re delle truffe” ha fatto ancora bingo… ma stavolta davanti al giudice.
Il tipo, che di mestiere fa praticamente l’artista del raggiro, stavolta s’era inventato perfino i certificati medici finti. Na roba da cinema: carte false, firme che sembravano vere, inolttre ospedali tirati in mezzo senza sapello, tipo la Humanitas. Così riusciva a rimandare i processi e a fare impazzire la giustizia che cercava di stagli dietro.
Il giudice, un gliel’ha fatta passare liscia: oltre ai 4 anni, Meocci dovrà anche sganciare 15 mila euro di risarcimento e 6 mila di spese legali. Insomma, il conto è bello salato.
Ma il punto è n’altro: questo, mentre colleziona condanne come figurine, un’ è manco dentro. Perché? Perché è uscito dar carcere nel 2025 per motivi de salute, quelli veri stavolta. E ora è fuori, in convalescenza, mentre chi è stato fregato chiede: “Ma com’è possibile?”
E c’hanno ragione, perché la lista delle sòle è infinita. Meocci si spacciava per avvocato di nome grosso, “Menarini”, girava elegante, parlava bene e ti faceva credere di stare a trattare affari milionari. E invece erano tutte chiacchiere.
Ha promesso forniture alla famiglia reale inglese, affari a Harrods coi vestiti pei cani in cachemire (giuro!), petrolio, banche, squadre de calcio, compagnie aeree… inoltre bar da vende ai cinesi. Tutto fumo, tutto inventato.
In totale, tra na condanna e n’altra, era arrivato a più de 21 anni de pena. Poi tra sconti e buona condotta, forse usciva prima. Ma nel frattempo, tra malattie, carte e trucchi, sta ancora facendo parlare de sé.
Na vita da film, sì. Ma più che cinema… sembra na commedia all’italiana, di quelle dove ridi, ma poi ti viene perfino da dire: “Ma davvero?”


