Oh bella gente, segnatevelo sul calendario col pennarello grosso: sabato 25 aprile a Castiglioni (per gli amici) si rimette in moto la gloriosa, sudata e un filo stonata “Corsa delle Micce”. Che già il nome promette scintille, ma poi in realtà son più ragli che fuochi d’artificio.
La faccenda è semplice: si pigliano sette fantini belli carichi, gli si affida un somaro (che già di suo c’ha le idee chiare e non ascolta nessuno), e via a vedere chi arriva primo. Che detta così pare facile, ma prova te a convincere Romantica Bambina o Seconda a correre invece che fermarsi a riflettere sulla vita.
Quest’anno poi si fa le cose in grande: raddoppio! Aprile a La Nave e agosto a Brolio. Una specie di tournée dei ciuchi, manco fossero rockstar. Decisione presa dopo riunioni infinite tra circoli, assessori e probabilmente qualche bicchiere di troppo, perché certe idee o ti vengono geniali… o dopo cena.
Le contrade (anzi, i circoli, che qui si chiamano così) son già sul piede di guerra:
c’è “Jo”, c’è “Brigante”, c’è “Lampo” (speriamo più del nome che del somaro), e pure “Caino” che già il soprannome promette bene… per gli altri. Tutti pronti, tutti convinti, finché non parte la gara e il somaro decide che oggi no, non è giornata.
Gli asini – attenzione – verranno estratti a sorte. Che è un po’ come pescare a tombola: puoi beccare Freccia oppure quello che parte quando ormai è già finita la corsa. Strategia zero, fortuna tanta, filosofia contadina pura.
Nel mezzo ci sarà pure il mossiere, uno esperto, uno di quelli che sa gestire partenze, animali e umori vari. Che già tenere a bada sette somari è complicato… figurati gli animali.
E il Palio? Bello, dipinto da artista vera, mica robetta. Va a chi vince. E resta a chi vince tre volte. Tradotto: ci si rivede qui per anni, tra rivalità, prese in giro e discussioni da bar che durano più della gara stessa.
Ora, qualcuno già storce il naso: “E gli animalisti?”
Oh, qui si spera sempre che vada tutto bene, somari compresi, che alla fine sono loro i veri professionisti: sanno correre quando gli pare e soprattutto fermarsi quando hanno deciso. E forse, tra tutti, sono pure i più saggi.
Insomma, tra tradizione, comunità e un sano spirito goliardico, la Micce torna a far parlare. E se non altro, ci ricorda una cosa fondamentale: nella vita puoi allenarti quanto vuoi… ma se il somaro non parte, tu resti lì.
Iscrizione e regolamento qui


